Dichiarazione di Alessandro Capriccioli, membro della Giunta dell’Associazione Luca Coscioni e del Comitato Nazionale di Radicali Italiani.
La notizia dell’aborto terapeutico negato a Padova, che ha costretto una coppia a recarsi a Napoli per ottenere l’interruzione di gravidanza, non è che l’ennesimo caso di ostruzionismo portato avanti attraverso l’utilizzo indiscriminato dell’obiezione di coscienza.
Mi domando per quale motivo il sottosegretario Roccella, che accusa fantasiosamente i fautori dell’introduzione della pillola RU486 di voler svuotare di contenuto la legge 194, non intervenga con altrettanta solerzia in casi simili, nei quali il sabotaggio della legge avviene effettivamente ed è messo in atto in modo tanto subdolo quanto scientifico.
Invece di stracciarsi le vesti per impedire l’introduzione della pillola abortiva, che concederebbe semplicemente alle donne un’opzione meno invasiva per il loro corpo, il sottosegretario farebbe bene ad occuparsi di questo fenomeno di ostruzionismo quotidiano e costante, che in alcune regioni italiane ha reso pressoché impossibile accedere all’interruzione di gravidanza, e che precipita nella disperazione donne già provate dalla difficile situazione personale in cui si trovano, costringendole a complicati e gravosi spostamenti sul territorio per ottenere il soddisfacimento di un diritto attribuito dalla legge. Una vera e propria imposizione di coscienza, esercitata a scapito delle donne, della quale il sottosegretario Roccella, evidentemente, non trova opportuno occuparsi.