Finalmente si può essere d’accordo con il Ministro Storace. Serve un po’ di legalità sulla legge 194.
Intendiamoci: legalità rispetto all’art. 15 dove si dice: “Le regioni, d’intesa con le università e con gli enti ospedalieri, promuovono l’aggiornamento – tra le altre cose – sull’uso delle tecniche più moderne, più rispettose dell’integrità fisica e psichica della donna e meno rischiose per l’interruzione della gravidanza”. E quindi, che subito si decida per la regolamentazione e dunque la possibilità di utilizzo della pillola Ru486.
Ma anche legalità per gli articoli riguardanti i consultori; infatti non si capisce dove il Ministro legga che invece di aiutare e informare la donna si debba, attraverso i movimenti per la vita di stampo “cattolico”, colpevolizzarla di una scelta già di per sé difficile e drammatica.