“L’unica possibilità per arrivare in tempo prima dello scioglimento delle Camere è che la Presidente della Commissione, Emilia Grazia De Biasi (PD), faccia davvero ciò che lei stessa aveva “proposto”: invii il testo direttamente in Aula, sottraendolo dall’ostruzionismo dei 3.000 emendamenti in Commissione. Solo così si potrà evitare di vanificare anche questa legislatura per l’affermazione della libertà e responsabilità dei cittadini fino alla fine della vita”.Il tema fine vita in Italia è assolutamente paralizzato Era il 13 settembre del 2013 quando le firme di 67.000 cittadini a sostegno della proposta di legge “Eutanasia legale” dell’Associazione Luca Coscioni -con il sostegno di Radicali italiani, UAAR, Exit Italia, Certi diritti e Amici di Eleonora- furono depositate presso la Camera dei deputati. Da allora, in spregio del dettato costituzionale che prevede che “il popolo esercita l’iniziativa delle leggi”, il Parlamento non ha discusso nemmeno 5 minuti di legalizzazione dell’eutanasia. A nulla sono valsi i richiami dell’allora Presidente Napolitano (il Presidente Mattarella non si è invece espresso), l’appello al Parlamento rivolto da decine di persone malate e di personalità del mondo della politica e della cultura.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.