Fine vita in Piemonte, Filomena Gallo: “Bene la circolare della Regione alle ASL ma serve una legge regionale per evitare altri casi come quello di Alberto”

Piemonte

“La circolare emanata dalla Regione Piemonte sulle verifiche delle condizioni e sulle modalità per procedere nei casi di persone malate che chiedono di accedere all’aiuto alla morte volontaria conferma ciò che sosteniamo da anni: le sentenze della Corte costituzionale erano già chiare e pienamente applicabili, ma sono state ignorate o interpretate in modo restrittivo, lasciando persone gravemente malate senza risposte e senza assistenza”. Lo afferma Filomena Gallo, avvocata, Segretaria nazionale Associazione Luca Coscioni. “Dopo sette anni dalla sentenza Cappato (n. 242/2019), la Regione Piemonte arriva finalmente a riconoscere che il Servizio sanitario nazionale non può limitarsi a verificare i requisiti, ma deve garantire anche l’accompagnamento sanitario, compresa la disponibilità del farmaco e l’assistenza necessaria. È una presa d’atto tardiva che evidenzia un grave ritardo istituzionale”.

Secondo Gallo, “ancora più grave è che, nonostante richieste formali e casi concreti sottoposti alla Regione, si sia consentito che aziende sanitarie assumessero decisioni in contrasto con la giurisprudenza costituzionale, come accaduto con l’ASL TO4 per il signor “Alberto”, quando, pur riconoscendo i requisiti indicati dalla Consulta, è stata negata l’assistenza prevista”.

“La Corte costituzionale ha chiarito che le Regioni hanno competenza organizzativa e possono intervenire in materia di salute: non farlo significherebbe continuare a lasciare soli i malati e violare la Costituzione. Già una volta il Consiglio regionale del Piemonte nel Marzo 2024, non ha voluto discutere la nostra proposta di legge popolare utilizzando impropriamente lo strumento della questione pregiudiziale di costituzionalità.

La Corte costituzionale con sentenza 204/2025, ha chiarito che la nostra legge popolare “Liberi Subito” rispetta le competenze delle Regioni e nella versione approvata dalla Consulta stiamo procedendo in tutte le regioni incluso il Piemonte con il lavoro per riproporla con iniziativa popolare.

La circolare resa nota oggi rappresenta quindi sicuramente un cambio di rotta necessario, ma non sufficiente.  Perché serve una legge regionale che stabilisca procedure e responsabilità precise che abbia forza normativa superiore a una circolare. Non è più accettabile che persone in condizioni di sofferenza estrema debbano ricorrere ai tribunali per ottenere ciò che la Corte costituzionale ha già riconosciuto. La politica deve assumersi le proprie responsabilità: i diritti non possono restare sulla carta”.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.