Testamento biologico. A che punto siamo?

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Dal 31 gennaio è in vigore la legge sul cosiddetto testamento biologico. Dopo quasi un anno è tempo di un primo bilancio.

Posto che non sono ancora presenti dati ufficiali sulle disposizioni anticipate di trattamento depositate, conosciamo per il momento solo il numero di moduli scaricati dal sito dell’Associazione Luca Coscioni: 22mila e 700.
I dati ufficiali da parte del Ministro della Salute saranno trasmessi alle Camere entro il 30 aprile del 2019 attraverso una relazione sull’applicazione della  legge.

Le campagne di informazione

La prima scadenza prevista dalla legge era quella dell’1 aprile 2018. Come prescritto dall’articolo 4 comma 8 della legge 219/2017, “il Ministero della Salute, le Regioni e le Aziende sanitarie provvedono a informare della possibilità di redigere le DAT” anche attraverso i rispettivi siti internet. Questa prima scadenza è stata rispettata dal Ministero guidato da Giulia Grillo con la semplice pubblicazione della notizia sul sito internet. Non abbiamo assistito a una vera e propria campagna di informazione ma, stando al sottosegretario di Stato per la salute, Armando Bartolozzi, “l’attività di informazione istituzionale sarà certamente riproposta e rafforzata in seguito alla definitiva approvazione” del decreto istitutivo della Banca dati nazionale delle DAT.

Il decreto istitutivo della Banca dati delle DAT

Per questo decreto, la data di emanazione doveva essere quella del 30 giugno 2018. La legge di bilancio pluriennale 2018-2020 ha infatti finanziato con 2 milioni di euro l’istituzione di un registro nazionale dei testamenti biologici e all’articolo 1 comma 419 ha previsto che “entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge”, il Ministero della Salute doveva emanare un decreto per stabilire “le modalità di registrazione delle DAT presso la banca dati”. Questo decreto, che dovrà essere emanato “previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano e acquisito il parere del Garante per la protezione dei dati personali”, non ha ancora visto la luce.

A tal proposito il Ministro della Salute all’inizio del suo mandato, con Decreto direttoriale del 22 marzo 2018, ha istituito un Gruppo di lavoro comprendente rappresentanti del Ministero, delle Regioni e dell’Autorità garante per la protezione dei dati personali. Inoltre, con Parere del 31 luglio 2018 il Consiglio di Stato, sollecitato dal Ministero della Salute il 22 giugno 2018, si è espresso in modo chiaro sui quesiti posti Gruppo di lavoro di cui sopra.

A seguito di quest’ultimo parere, il Ministro Grillo ha dichiarato: «I chiarimenti del massimo organo della Giustizia amministrativa ci consentono di ultimare la predisposizione di un provvedimento molto atteso dai cittadini, ma purtroppo per lungo tempo dimenticato nei cassetti del ministero. Subito, al momento del mio insediamento come ministro, ho messo all’ordine del giorno un tema di civiltà, per dare finalmente applicazione a una legge nazionale che non poteva restare disattesa. Presto il biotestamento potrà diventare pienamente realtà». Purtroppo a quattro mesi da quelle dichiarazioni ancora non c’è traccia del decreto.

Cosa è stato emanato finora dal Governo?

Per rintracciare un documento uscito dal Governo sul testamento biologico, dobbiamo tornare indietro al Governo Gentiloni quando il Ministero dell’Interno sostenuto da Marco Minniti, l’8 febbraio 2018, diramò una propria circolare fondamentale per chiarire il ruolo degli uffici dello stato civile e degli enti comunali circa il recepimento delle DAT.

Cosa stanno facendo i parlamentari?

Il 14 settembre 2018 è stato approvato in Assemblea alla Camera un Ordine del Giorno a prima firma Michele Anzaldi (PD) che impegna il Governoad attivarsi per provvedere, nel più breve tempo possibile alla realizzazione della Banca dati Nazionale così come previsto dai commi 418-419 della legge n. 205 del 2017” e “a promuovere campagne di informazione e di sensibilizzazione a carattere nazionale e regionale dirette a diffondere una maggiore conoscenza dei contenuti previsti dalla normativa in vigore ed in particolare dalla possibilità di redigere le Dat”.

Il 18 ottobre 2018, sollecitato da un’interrogazione a risposta orale a prima firma Davide Faraone (PD), il sottosegretario di Stato per la salute Armando Bartolazzi ha informatoche la bozza di decreto elaborata dal Ministero della salute, nell’ottica di una più ampia condivisione di nuovi adempimenti previsti che graveranno anche su soggetti esterni, è stata condivisa proprio negli scorsi giorni con i principali stakeholder istituzionali, ai quali è stato richiesto di fornire in tempi brevi le loro eventuali osservazioni”. Ciò è stato ritenuto necessario dal Ministero “per coinvolgere i principali destinatari delle indicazioni operative contenute nel decreto ministeriale in modo da assicurarne una volta approvato la piena operatività”. Successivamente lo schema di decreto, secondo quanto previsto nella scorsa legge di bilancio, “dovrà essere sottoposto all’intesa presso la Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, previa acquisizione del parere favorevole dell’Autorità garante per la protezione dei dati personali”.

Tanto il lavoro da fare ancora perché si arrivi a una piena attuazione di una legge già conquistata. Per questo serve il tuo aiuto. Continua a sostenere l’Associazione Luca Coscioni!

Matteo Mainardi (1989) è membro di Giunta dell’Associazione Luca Coscioni. Dal gennaio 2013 coordina il comitato Eutanasia Legale. Nel 2016 ha organizzato la raccolta firme per la legge di iniziativa popolare Legalizziamo!. E’ laureato in Scienze politiche e delle organizzazioni con una tesi sul rapporto tra “Stato liberaldemocratico e libertà di ricerca scientifica” all’Università di Bologna. Con la casa editrice Giappichelli ha pubblicato il volume “Testamento biologico e consenso informato“. Fa parte della Direzione di Radicali Italiani e Certi Diritti.