Cure palliative

Le Cure palliative, secondo la definizione dell’OMS-Organizzazione mondiale della sanità, costituiscono un approccio volto a migliorare il più possibile la qualità della vita di persone colpite da malattie inguaribili e delle loro famiglie, attraverso la prevenzione e il sollievo dalla sofferenza.

La legge 38 del 15 marzo 2010 tutela il diritto del cittadino ad accedere alle Cure Palliative e alla Terapia del dolore.

Le cure palliative vengono definite dalla normativa come “l’insieme degli interventi terapeutici, diagnostici e assistenziali, rivolti sia alla persona malata sia al suo nucleo familiare, finalizzati alla cura attiva e totale dei pazienti la cui malattia di base, caratterizzata da un’inarrestabile evoluzione e da una prognosi infausta, non risponde più a trattamenti specifici”.

I titolari di tale diritto sono tutti i malati, non solo ed esclusivamente quei soggetti affetti da patologia terminale come la lettera della legge potrebbe indurre a pensare (il riferimento è ovviamente alla prognosi infausta e alla refrattarietà della malattia rispetto a qualsiasi intervento medico mirato alla sua guarigione). Ed invero, oggi appare confermato che la delimitazione introdotta dalla nuova normativa è dettata soltanto dalla necessità di “identificare un ambito di specializzazione degli interventi terapeutici, diagnostici ed assistenziali, senza circoscrivere l’accesso a determinate categorie di malati, né limitare i tempi o le fasi patologiche di accesso”: è, infatti, la stessa Intesa raggiunta tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano il 25 luglio 2012 a prevedere il diritto d’accesso alle cure palliative per qualsiasi patologia ad andamento cronico ed evolutivo durante tutto il suo decorso.

Queste cure possono essere effettuate:

– presso strutture di ricovero dedicate: “Hospice” e “Unità ospedaliere di Cure Palliative” (UOCP);
– presso il domicilio della persona tramite l’Ospedalizzazione Domiciliare per le Cure Palliative (ODCP) e l’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) mediante il voucher socio-sanitario.

Per accedere ai servizi è possibile contattare il Medico di famiglia, le Strutture per le Cure Palliative, i Servizi ADI dell’ASL di residenza.

L’etica dell’accompagnamento nel dibattito sulla fine della vita

Le cure palliative si rivolgono maggiormente a quelle persone che più di tutte sono esposte al dolore intenso della malattia e tra le quali sarà quindi più frequente riscontrare il desiderio di porre fine alla propria vita come vera e propria via di uscita dalla sofferenza. Ciò non contraddice, ovviamente, l’importanza delle cure palliative come “alternativa possibile”. E’ anzi, proprio per queste persone che l’approccio palliativo può rivelarsi fondamentale, liberando la persona dal costringimento della alternativa secca tra il “vivere soffrendo” o il “morire”.

Proprio con riguardo a questi casi , le cure palliative possono senz’altro rappresentare il fronte avanzato per la messa in atto di una vera e propria rivoluzione rispetto all’etica medica tradizionale ed essere il contesto nel quale molto si può fare perché sia preservata, il più possibile, la dignità alla fine della vita. Questo solo alla condizione di coniugare l’impegno per il sollievo della sofferenza con il riconoscimento imprescindibile delle valutazioni del malato, il quale va considerato unico legittimo giudice della sua sofferenza e della qualità della sua vita.