Fecondazione assistita

Cos’è

Per fecondazione assistita (procreazione medicalmente assistita, PMA) si intendono tutti quei procedimenti che comportano il trattamento di ovociti, spermatozoi o embrioni nell’ambito di un progetto finalizzato a realizzare una gravidanza. Questi procedimenti includono: inseminazione omologa, fecondazione in vitro e il trasferimento embrionale, trasferimento intratubarico dei gameti, trasferimento intratubarico degli zigoti, trasferimento intratubarico degli embrioni, crioconservazione dei gameti e degli embrioni.

In Italia la fecondazione assistita è regolata dalla legge 40 del 2004 e dalle successive decisioni dei Tribunali che ne hanno smontato i divieti pezzo per pezzo, grazie soprattutto all’intervento dell’avvocato Filomena Gallo, segretario dell’Associazione Luca Coscioni.

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Alcuni tipi di riproduzione assistita implicano che la fecondazione avvenga all’interno del corpo della donna (in vivo): tra queste l’inseminazione e la Gift (Gametes Intra Fallopian Transfer).

Altre tecniche di riproduzione assistita, come la FIVET, acronimo di Fecondazione In Vitro e Trasferimento Embrionale, indica una procedura medica e laboratoristica che consente l’incontro in vitro tra i gameti femminili, gli ovociti, e i gameti maschili, gli spermatozoi. L’inseminazione in vitro può avvenire mediante fecondazione in vitro classica, ossia mettendo insieme in coltura spermatozoi ed ovociti aspettando che siano gli spermatozoi da soli ad entrare all’interno dell’ovocita, oppure mediante iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo all’interno dell’ovocita, ICSI. Le fasi della fecondazione in vitro consistono nella stimolazione ormonale della paziente, prelievo degli ovociti o Pick-up, prelievo degli spermatozoi mediante raccolta del liquido seminale o prelievo chirurgico, fecondazione degli ovociti mediante FIVET classica o ICSI, coltura embrionale e trasferimento degli embrioni ottenuti.

Sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità è possibile trovare l’elenco dei centri autorizzati alle tecniche di fecondazione assistita.

Ci sono dei limiti di età per accedere alla fecondazione assistita? La legge 40/2004 non si esprime chiaramente sui limiti di età della fecondazione assistita. Dice solo che possono accedere a queste tecniche le “coppie di maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile, entrambi viventi“. Nel 2014 la Conferenza delle Regioni ha introdotto quindi il limite di 43 anni. L’Emilia Romagna ha innalzato a 45 anni l’età massima e il Veneto a 50. In ogni caso ogni singolo centro può valutare la situazione individuale della coppia dove aver letto i risultati degli esami e quindi consigliare l’iter più adatto.

Quali sono i divieti che permangono? Come detto, la legge 40/2004 è stata smontata pezzo per pezzo dai Tribunali. Sopravvivono ancora il divieto di accesso alle tecniche di fecondazione assistita per i single e per le coppie dello stesso sesso. Rimane inoltre il divieto di gestazione per altri e quello di donare embrioni alla ricerca. Sopravvive inoltre la diseguaglianza di accesso, perché alcune tecniche non sono gratuite o rimborsate.

Quali sono i tempi di attesa? I tempi di attesa per accedere alla fecondazione assistita in Italia variano molto a seconda se si tratti di un centro pubblico, privato convenzionato o privato. Nei centri pubblici e privati convenzionati certamente l’attesa è maggiore rispetto ai centri privati a fronte di una maggior richiesta dato il costo ridotto dei trattamenti. Tuttavia, si nota una variabilità nei tempi d’attesa anche da regione a regione, soprattutto per quanto riguarda i centri pubblici.

Quali sono i costi? Il costo di una fecondazione assistita dipende da vari fattori. Innanzitutto, dipende se ci si rivolge ad un centro pubblico, privato convenzionato o privato. Nelle strutture pubbliche e in quelle private convenzionate viene pagato un ticket stabilito da ogni Regione e che prevede la maggior parte del costo a carico del sistema sanitario nazionale. Il ticket, come anche il costo dei trattamenti nei centri privati, varia in base al tipo di tecnica che si effettua, se fecondazione assistita omologa o eterologa (con donazione di gameti), se di primo livello (inseminazione intrauterina IUI) oppure di II livello (FIVET o ICSI) e se sono richieste tecniche aggiuntive come il test genetico preimpianto o il prelievo chirurgico degli spermatozoi dal testicolo (TESE). Tuttavia, non tutti i centri effettuano tutti i trattamenti di PMA sopra elencati e non tutte le regioni rimborsano tutti i trattamenti, alcune solo una parte. Nei centri privati di PMA il costo della fecondazione in vitro può variare dai 3000 ai 6000 euro a secondo del tipo di tecnica utilizzata, se viene effettuato il congelamento dei gameti e/o il test genetico pre-impianto mentre la ovo-donazione ha dei costi che variano dai 5000 ai 7000 euro.

Quali sono le probabilità di successo? Le percentuali di successo della procreazione medicalmente assistita sono legate principalmente all’età della donna, alla sua riserva ovarica, alle caratteristiche di efficacia del centro di PMA, alle caratteristiche del liquido seminale e alla causa di infertilità. Possono variare notevolmente da coppia a coppia, da ciclo a ciclo, da centro a centro ed in base alla tecnica utilizzata (inseminazione intrauterina IUI, FIVET, ICSI, fecondazione con donazione di gameti). Nel calcolo delle probabilità è consigliabile considerare la percentuale cumulativa di gravidanza che definisce le probabilità che una coppia ha di ottenere la gravidanza considerando oltre i cicli di trasferimento effettuati a fresco anche quelli da scongelamento di embrioni e/o degli ovociti soprannumerari ottenuti da un ciclo iniziato. Nel 2017, nelle pazienti con età inferiore ai 34 anni la probabilità di ottenere una gravidanza cumulativa mediante fecondazione assistita è stata del 39,5% sui cicli iniziati mentre nelle pazienti con più di 42 anni la percentuale scende al 8,3% (Report ISS). L’età della donna rappresenta uno dei fattori più importanti che influenza la possibilità di avere una gravidanza. Non esiste un numero massimo di tentativi che si possono fare, teoricamente si possono effettuare i tentativi che si vogliono sempre che le condizioni cliniche lo consentano e nei primi tentativi le possibilità di successo per tentativo sono le stesse.

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In Italia

Il 10 marzo 2004 segna l’entrata in vigore della legge 19 febbraio 2004, n. 40, ‘Norme in materia di procreazione medicalmente assistita’.

Dopo dieci anni di dibattito parlamentare la libertà riproduttiva, fino ad allora considerata parte inalienabile dei diritti della persona, viene regolamentata  e sottoposta a restrizioni.

 SPECIALE #DIECIANNILEGGE40

  • IL VUOTO NORMATIVO PRIMA DELLA LEGGE 40

Prima dell’entrata in vigore della legge 40/2004, la materia concernente la Procreazione medicalmente assistita (Pma) era disciplinata di fatto da:

1.       ordinanze dei ministri della Salute;
2.       codice deontologico dei medici;
3.       taluni interventi dei giudici.  (QUI gli approfondimenti di Filomena Gallo per Biochimica clinica)

Nel 2004, all’indomani dell’entrata in vigore della Legge 40, Radicali e Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica proposero, per questa norma – condannata dal mondo scientifico e giuridico come lesiva del diritto alla salute e del principio di uguaglianza – un referendum abrogativo totale. Alcuni partiti di sinistra proposero invece quesiti parziali sulla norma.

Il referendum si concluse con il 25 % degli italiani che condannarono la legge ma senza che il quorum venisse raggiunto, a causa dell’ostruzionismo del Vaticano e di una disinformazione della stampa.

 QUI i quesiti refendari

Ad oggi i tribunali, sia italiani che europei, hanno confermato che il Parlamento, in quell’occasione, legiferò non tenendo conto della realtà effettiva delle cose.

Legge 40 sulla fecondazione assistita

  • LA LEGGE 40 ALL’ESAME DEI TRIBUNALI

La prima volta che la norma è arrivata all’esame di un giudice fu nel 2004 a Catania con richiesta di applicazione della diagnosi preimpianto. Domanda rigettata.

Sulla stessa questione è intervenuto dopo il Tribunale di Cagliari, chiedendo alla Corte Costituzionale di pronunciarsi sulla legittimità delle disposizioni o dell’interpretazione di esse secondo le Linee Guida ministeriali, sulla base delle quali i genitori dovevano accettare le pratiche di fecondazione senza sapere se esse potevano dar luogo alla nascita di un figlio sano o malato. La Corte non si pronuncia per ragioni formali e non entra nel merito del quesito posto.

Successivamente, sempre il Tribunale di Cagliari il 24 settembre 2007, con ricorso ex art 700 “Ammissibilità Diagnosi preimpianto”, disapplica le Linee Guida applicative della legge numero 40/04 che prevedono come tecnica di diagnosi preimpianto solo l’indagine di osservazione dell’embrione. Le Linee Guida, atto di rango normativo inferiore alla Legge 40/04, non possono contenere divieti non previsti nella norma. Il giudice ordina pertanto l’esecuzione dell’indagine preimpianto.

Tale applicazione della norma è stata confermata dal Tribunale Firenze, il 17 dicembre 2007: “Ammissibilità indagine preimpianto”.

Tuttavia, nessuna delle decisioni in merito, sopra elencate, poteva dirsi di portata generale.

Il 21 Gennaio 2008 il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio annulla le Linee Guida nella parte relativa alle “Misure di Tutela dell’embrione”, dove si istituiva che ogni indagine sull’embrione dovesse essere solo di tipo osservazionale.

Sollecitata da diversi tribunali, interviene anche la Corte Costituzionale che, con decisione 151, emessa il 1 aprile 2009, dichiara l’illegittimità di una parte importante della legge 40. 

Tre i punti su cui si pronunciano i giudici della Consulta:

  1. affermano che è costituzionalmente illegittimo (e deve quindi essere cancellato dal nostro ordinamento) l’art. 14 della legge 40, nella parte in cui impone un unico e contemporaneo impianto, comunque non superiore a tre embrioni.
  2. intervengono sul divieto di crioconservazione poiché, con una sentenza d’incostituzionalità, si apre una deroga al divieto di crioconservazione degli embrioni.
  3. asseriscono, di fatto, che i diritti del concepito sono in subordine rispetto a quelli della donna.

Dopo questa importantissima sentenza seguono due ordinanze di Tribunali:

  1. la prima, emessa dal Tribunale di Bologna, ha consentito ad una coppia non sterile in modo assoluto, già con figli concepiti naturalmente, di ricorrere alla PMA e di eseguire una diagnosi genetica preimpianto per avere un figlio sano.

2. La seconda viene emessa dal Tribunale di Salerno il 9 gennaio 2010, per cui “solo la Pma attraverso la diagnosi preimpianto, e quindi l’impianto solo degli embrioni sani, mediante una lettura “costituzionalmente” orientata dell’art. 13 L.cit., consentono di scongiurare tale simile rischio”.

→ Ordinanza del Tribunale di Salerno

→ Leggi il comunicato

→ GUARDA: La testimonianza di genitori con malattie genetiche ←

Dopo il 2009:

  • A novembre 2012 il Tribunale di Cagliari ordina al laboratorio di citogenica dell’ospedale Microcitemico di Cagliari di eseguire l’indagine diagnostica preimpianto o di utilizzare strutture esterne,  a seguito della fecondazione in vitro della coppia infertile ricorrente. →  I dettagli qui
  • 7 dicembre 2012: il GI Pompei solleva il dubbio di legittimità sul divieto di revoca del consenso informato e donazione degli embrioni alla ricerca.  → Approfondisci
  • 18.02.16 Convegno: L’Italia davanti al giudizio di costituzionalità sul divieto di ricerca sugli embrioni.

– Guarda il video del Convegno: clicca qui

– Guarda la video-testimonianza: la storia di Martina

– Firma la Petizione per la libertà di ricerca sulle staminali embrionali

  • 22 Marzo 2016: Dubbio di legittimità costituzione sul divieto di utilizzo per la ricerca scientifica degli embrioni non idonei per una gravidanza. Udienza pubblica in Corte Costituzionale:

– Sentenza n. 84 del 2016,

– comunicato Gallo/ Baldini,

– comunicato Gallo/ Cappato,

– Rassegna

  • Nel gennaio e febbraio 2014 i G.I. Albano e Bianchini del Tribunale di Roma hanno sollevato dubbio di legittimità costituzionale sul divieto della legge 40 all’accesso alle tecniche di fecondazione medicalmente assistita per le coppie fertili. Per la prima volta tale divieto arriva all’esame della Corte Costituzionale.

→  Per approfondire la decisione del 14: qui

→ per approfondire decisione del 28 febbraio: qui

14 Maggio 2015: LA CORTE COSTITUZIONALE HA RITENUTO IL DIVIETO INCOSTITUZIONALE 

LEGGI:  il comunicato della Corte Costituzionale  – il nostro comunicatole motivazioni della Corte, il nostro commento e la scheda tecnica – pubblicazione sentenza GU

  • 8 aprile 2014: la Corte Costituzionale si riunisce per discutere del divieto di fecondazione eterologa →  AUDIO UDIENZA CORTE COSTITUZIONALE
  • 9 aprile 2014: la Corte Costituzionale cancella il divieto di fecondazione eterologa. → Leggi la SENTENZA 162/2014

– APPROFONDIMENTO

– PUBBLICAZIONE IN GAZZETTA UFFICIALE

  • 18 giugno 2014: udienza dinanzi alla Corte Edu del divieto di revoca consenso informato e divieto embrioni alla ricerca
  • 18 agosto 2014: il Tribunale di Bologna ordina al centro di PMA Sismer di effettuare l’eterologa, accogliendo il ricorso di una coppia assistita dagli avvocati Filomena Gallo e Gianni Baldini, e smentendo le dichiarazioni del Ministro

– Ordinanza

– comunicato Gallo/Baldini

– comunicato Gallo/Cappato

  • 15 maggio 2015: La Corte costituzionale, nella camera di consiglio del 14 maggio, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale degli artt. 1, commi 1 e 2, e 4, comma 1, della legge 19 febbraio 2004, n. 40 (Norme in materia di procreazione medicalmente assistita), nella parte in cui non consentono il ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita alle coppie fertili portatrici di malattie genetiche trasmissibili, rispondenti ai criteri di gravità di cui all’art. 6, comma1, lettera b), della legge 22 maggio 1978, n. 194, accertate da apposite strutture pubbliche.

– Sentenza,

– Dichiarazione collegio legale

– Comunicato

  • 11 novembre 2015: La Corte costituzionale:

1) dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 13, commi 3, lettera b), e 4 della legge 19 febbraio 2004, n. 40 (Norme in materia di procreazione medicalmente assistita), nella parte in cui contempla come ipotesi di reato la condotta di selezione degli embrioni anche nei casi in cui questa sia esclusivamente finalizzata ad evitare l’impianto nell’utero della donna di embrioni affetti da malattie genetiche trasmissibili rispondenti ai criteri di gravità di cui all’art. 6, comma 1, lettera b), della legge 22 maggio 1978, n. 194 (Norme per la tutela della maternità e sulla interruzione della gravidanza) e accertate da apposite strutture pubbliche;

2) dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell’articolo 14, commi 1 e 6, della legge 19 febbraio 2004, n. 40 (Norme in materia di procreazione medicalmente assistita), sollevata − in riferimento agli artt. 2 e 3 della Costituzione ed all’art. 117, primo comma Cost., in relazione all’art. 8 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (CEDU), firmata a Roma il 4 novembre 1950, ratificata e resa esecutiva con legge 4 agosto 1955, n. 848 − dal Tribunale ordinario di Napoli, con l’ordinanza in epigrafe.

– Sentenza

– Comunicato

– Dichiarazione congiunta scheda sentenza)

Cosa resta della legge 40/2004: Leggi qui il resoconto!

Il dettaglio dell’indice delle pronunce sulla legge 40

DOSSIER DEL GRUPPO BIODIRITTO

Leggi il rapporto CENSIS (Maggio 2016) : DIVENTARE GENITORI OGGI: IL PUNTO DI VISTA DELLE COPPIE IN PMA – Indagine sulla fertilità/infertilità in Italia”

➡ LE AZIONI INTERNAZIONALI

LE ATTIVITA’ PARLAMENTARI

Dal 2004 ad oggi, sono state depositate  proposte e disegni di legge promosse dagli esperti dell’Associazione Luca Coscioni per la modifica della legge 40/04.
Legislatura XVI: 
Senato a firma dei Senatori Perduca, Poretti e Bonino (che trovi a questo link);
Camera dei Deputati pdl depositata  dagli Onorevoli Beltrandi, Bernardini, Farina Coscioni, Mecacci, Turco, Zamparutti e Bucchino (che trovi qui).
Legislatura XVII:
Senato a firma dei Senatori: Manconi (che trovi qui e qui ); Francesco Palermo ( qui e qui )
Camera dei Deputati mentre alla  e una depositata dall’onorevole Marzano (che trovi qui e qui )

LE RELAZIONI AL PARLAMENTO

L’articolo 15 della Legge 40/04 prevede che:” 1. L’Istituto superiore di sanità predispone, entro il 28 febbraio di ciascun anno, una relazione annuale per il Ministro della salute in base ai dati raccolti ai sensi dell’articolo 11, comma 5, sull’attività delle strutture autorizzate, con particolare riferimento alla valutazione epidemiologica delle tecniche e degli interventi effettuati.2. Il Ministro della salute, sulla base dei dati indicati al comma 1, presenta entro il 30 giugno di ogni anno una relazione al Parlamento sull’attuazione della presente legge”.

Elenco Relazioni annuali del Ministro della Salute al Parlamento sullo stato di attuazione della legge 40/2004


ULTERIORI APPROFONDIMENTI

– La normativa in materia di Procreazione Medicalmente Assistita e le relazioni sull’attuazione della Legge 40/2004 che il Ministro della Salute presenta in Parlamento sul sito del Registro Nazionale PMA- ISS cliccando QUI
– Conferenza Permanente per i Rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano 14/109/CR02/C7SAN  cliccando QUI
– Conferenza Permanente per i Rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano 14/121/CR7c/C7 Definizione tariffa unica convenzionale per le prestazioni di fecondazione eterologa cliccando QUI

Cosa ne pensa il Comitato Nazionale per la Bioetica sulla fecondazione? Puoi leggere qui il parere.

L’Associazione Luca Coscioni ha tenuto i seguenti seminari sul tema:

  1. Seminario del 17 dicembre 2010: “Quel che resta della Legge 40”;
  2. Convegno 16 Gennaio 2012: “Dopo 8 anni di Legge 40: proposte per ridurre i danni”;
  3. Seminario 8 aprile 2015: “Staminali e fecondazione eterologa: evoluzione giurisprudenziale dei diritti della persona “
  4. L’Italia davanti al giudizio di costituzionalità sul divieto di ricerca sugli embrioni: Qui video, Qui gli interventi, scarica Qui gli Atti del Convegno.

COSA POSSIAMO FARE PER TE

L’Associazione fornisce assistenza legale alle coppie che vogliono ricorrere in tribunale contro i divieti della legge. Come fare? Consulta la nostra pagina di Soccorso Civile.