Fecondazione: partite diffide per centri lombardi

Filomena Gallo

Dichiarazione di Filomena Gallo, Segretario dell’Associazione Luca Coscioni, soggetto costituente il partito radicale

 
La diagnosi preimpianto per le coppie infertili e sterili è prevista dalla legge numero 40 ( art. 14, c 5 art 6 e art 13), ed è applicabile nelle strutture pubbliche e private che risultano autorizzate ad applicare tecniche di fecondazione in vitro(Livello II e III).

In Italia però essa non viene eseguita nelle strutture pubbliche determinando un danno alle coppie che, per evitare un aborto se portatrici di patologie genetiche, sono costrette a  rivolgersi a strutture private. 
Nel 2012 abbiamo ottenuto che il Tribunale di Cagliari ordinasse al laboratorio di citogenetica dell’ospedale Microcitemico di Cagliari di eseguire l’indagine diagnostica preimpianto o di utilizzare strutture esterne,  a seguito della fecondazione in vitro della coppia infertile ricorrente. In Sardegna quindi le coppie possono effettuare diagnosi preimpianto ma nelle altre Regioni spesso le strutture non sono predisposte per l’indagine.
Ad esempio in Lombardia, nonostante l’ospedale  Mangiagalli sia pronto per partire con la tecnica resta in attesa di una risposta dal ministero come se ancora dovesse essere chiarita la liceità della tecnica precisata dalla legge 40.
A seguito delle tante segnalazioni che abbiamo ricevuto in Associazione Luca Coscioni con il collega Angelo Calandrini abbiamo inviato per l’associazione Luca Coscioni, Cerco un bimbo, L’altra Cicogna e Amica Cicogna,  a tutte le 23  strutture lombarde che potrebbero effettuare la diagnosi preimpianto una diffida; in assenza di risposta procederemo per via giudiziale.
I vertici ciellini regionali non possono violare diritti fondamentali delle persone, e la Lombardia, oltre che sull’eterologa, si sta distinguendo per gli ulteriori passi indietro verso il rispetto della libertà in materia procreativa. 
 

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.