Policlinico Umberto I di Roma rispetti volontà dei pazienti

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Ass. Coscioni
Comunicato stampa dell’Associazione Luca Coscioni

“Chiediamo la modifica urgente del testo contente “Direttive anticipate sulle misure di sostegno vitale in caso di sclerosi laterale amiotrofica” sottoposto ai pazienti del reparto di pneumologia” del policlinico Umberto I di Roma. Questa la richiesta contenuta in una lettera inviata al Direttore Sanitario dott.ssa Allocca, al Direttore dell’UOC Malattie respiratorie, prof. Claudio Terzano, al Referente per la Direzione sanitaria del percorso SLA dott. Emilio Scalise e al Presidente della Regione Nicola Zingaretti da parte di Filomena Gallo e Marco Cappato, segretario e tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, nonché dal medico chirurgo Mario Riccio, consigliere generale dell’Associazione. Scrivono nella lettera: “A seguito di nostra istanza di accesso agli atti, abbiamo ricevuto copia del documento che viene sottoposto ai pazienti del reparto di pneumologia” e qui “le informazioni rese ai pazienti risultano incomplete e non corrispondenti alla giurisprudenza sulla materia”.

Vieni infatti affermato nel documento sottoposto ai pazienti che “secondo le leggi attualmente vigenti in Italia non mi sarà possibile ottenere la sospensione della ventilazione invasiva”. Gallo, Cappato e Riccio scrivono: “Risulta evidente che quanto sostenuto sia in netto contrasto con i più recenti orientamenti giurisprudenziali. In particolare la storia giudiziaria del caso Welby è paradigmatica. Qui il giudice di merito proscioglie il medico dall’imputazione di omicidio del consenziente, indicando che questi ha ottemperato a un suo preciso dovere giuridico. Se queste sono state le conclusioni del giudice di merito in un caso di assistenza domiciliare – che taluni hanno criticato per la mancanza di un solido e duraturo rapporto di alleanza medico paziente, ritenuto occasionale -, non è certo possibile ritenerle non applicabili nel caso di pazienti sicuramente noti all’Umberto I, in alcuni casi da anni. Un’altra nota vicenda, quella Englaro, ha chiarito attraverso una sentenza della Cassazione (n. 21748/07) che la volontà del paziente, anche se ricostruita in un soggetto non competent, permette di interrompere una terapia anche qualora questa scelta comporti il decesso del paziente stesso”.

Continuano Gallo, Cappato e Riccio: “Come ulteriore e finale osservazione, segnaliamo la mancanza di una proposta di iter terapeutico-assistenziale per i Vostri pazienti che rifiutino la ventilazione meccanica invasiva o non invasiva, accettandone pertanto le fatali conseguenze. Non è chiarito quale percorso attenda tali degenti all’interno della Vostra struttura. Riteniamo doveroso, oltreché deontologicamente ed eticamente corretto, informare i Vostri assistiti delle procedure e percorsi predisposti. Ovviamente tale problematica riguarda anche i pazienti che decidessero di interrompere la terapia ventilatoria invasiva presso la Vostra struttura”.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.