Il nuovo diritto all’eterologa

Il Sole 24 Ore Sanità
Manuela Perrone

Eterologa: vietato vietarla. È caduto l’ultimo baluardo, il più significativo, del castello di divieti costruito dieci anni fa dalla legge 402004 in materia di fecondazione assistita. Nella Camera di consiglio del 9 aprile la Consulta ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 4, comma 3, della legge che ha impedito finora il ricorso a un donatore esterno di ovuli o spennatozoi nei casi di infertilità assoluta.

La sentenza non è ancora stata pubblicata, ma le reazioni non si sono fatte attendere. Riproponendo la storica frattura tra i nemici giurati della legge e il mondo cattolico. La pronuncia è innanzitutto una vittoria delle tre coppie di Firenze, Milano e Catania che si erano rivolte nel 2010 ai tribunali delle loro città denunciando la discriminazione delle coppie sterili. Ma a brindare sono anche i legali che le hanno seguite e tutti quelli che in questi anni si sono battuti contro la legge, “smontata” pezzo dopo pezzo a colpi di quasi trenta sentenze. Ma la decisione della Corte costituzionale solleva molti interrogativi sul futuro: è immediatamente operativa? Le duemila coppie italiane che ogni anno vanno all’estero per ricorrere all’eterologa potranno subito effettuarla in Italia? Bisognerà fare una nuova legge o basterà un intervento ministeriale? Gli avvocati delle coppie escludono la necessità di un intervento del Parlamento.

«In realtà la pronuncia elimina un vuoto normativo che creava una discriminazione per le coppie sterili nel loro percorso genitoriale», affermano Maria Paola Costantini e la costituzionalista Marilisa D’Amico. A loro avviso il giorno successivo alla pubblicazione della sentenza in Gazzetta Ufficiale, anche in Italia si potrà ricorrere all’eterologa. Senza caos, perché sono validi i limiti previsti per la fecondazione in generale. «L’accesso all’eterologa – spiegano – è consentito solo alle coppie di maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile, entrambi viventi. Resta inalterato il divieto di commercializzazione dei gameti: il donatore o la donatrice restano anonimi e devono agire gratuitamente, come previsto dal-l’art. 12. Confennato anche il divieto dell’azione di disconoscimento del figlio previsto dall’articolo 9.

E rimane in piedi tutta la rosa di garanzie previste dalla legge 40 e da una serie di decreti legislativi che hanno recepito direttive europee sul controllo, la conservazione, la distribuzione di tessuti e cellule». Ma la ministra della Salute Beatrice Lorenzin frena Annunciando «una mad map per l’attuazione della sentenza» e precisando che sono coinvolte «questioni che non si può pensare di regolare con un atto di tipo amministrativo, ma necessitano di una condivisione più ampia, parlamentare». Lorenzin si riferisce ad aspetti come l’anonimato o meno di chi cede i propri gameti alla coppia e il diritto di chi nasce a conoscere le proprie origini. Anche Lorenzo D’Avack. vicepresidente del Comitato nazionale di bioetica, sostiene che «occonerà una regolamentazione sulla raccolta e donazione dei gameti» e che « l legislatore dovrà pronunciassi sull’anonimato del donatore e sui diritti del minore». Non sono però d’accordo molti giuristi, da Stefano Rodota ad Amedeo Santosuosso, fino a Gianluigi Pellegrino, secondo cui «la decisione non crea alcun vuoto nannativo, altrimenti la Corte non avrebbe potuto far cadere il divieto». Questa è la tesi di Filomena Gallo e Gianni Baldini, anche loro legali delle coppie: «La sentenza ha valore di legge e non è oppugna-bile. Significa anche che da oggi in poi non potrà mai più essere emanata dal Parlamento una legge che prevede il divieto di eterologa». Aggiunge l’associazione Luca Concioni, di cui Gallo è segretario: «Come prima del 2004, sarà lecita l’ovodonazione, mentre qualsiasi uomo fertile potrà donare il proprio seme». Un punto di non ritorno, insomma. Se i centri si dicono attrezzati per ricominciare e i medici laici gioiscono (per Umberto Veronesi «la magistratura dimostra più libertà di pensiero del Parlamento», il ginecologo Carlo Flamigni parla di «pronuncia inevitabile in un Paese laico»), la politica si divide. Ampio il fronte di chi plaude alla decisione della Consulta, ma a essere divisa è proprio la maggioranza. II Pd – dal sottosegretario alle Riforme Ivan Scalfarotto alla deputata Roberta Agostini, passando per la senatrice Anna Fïnocchiaro – assicura l’impegno per una nuova legge equilibrata e saggia, insieme con Scelta Civica. E Ncd a insorgere. II presidente dei senatori del partito di Allano, Maurizio Sacconi, immagina che i costituenti «si stiano rivoltando nelle loro tombe» e attacca frontalmente la Consulta «Siamo di fronte alla prova provata della perdita di credibilità e autorevolezza di una Corte i cui criteri di nomina devono essere modificati». Nel Nuovo Centrodestra milita d’altronde Eugenia Roccella, da sempre fautrice delta legge 40, che denuncia « l rischio che anche in Italia si crei un mercato del corpo umano, con gravi forme di sfruttamento delle donne giovani e povere». Dalla loro hanno tutto il fronte cattolico, compatto da Famiglia Cristiana alla Pontificia Accademia per la vita nel definire la sentenza «una follia» che apre alla «babele procreativa». Durissima la Cei: «il figlio è una persona da accogliere e non l’oggetto di una pretesa resa possibile dal progresso». Ma il destino della legge 40 sembra segnato. E vacillano gli ultimi divieti rimasti: quello all’uso degli embrioni per la ricerca, su cui la Corte europea dei diritti umani dovrà pronunciarsi il 18 giugno, e quello all’accesso alla diagnosi preimpianto per le coppie portatrici di malattie genetiche, su cui tornerà la stessa Consulta.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.