La riforma delle istituzioni e la libertà di ricerca scientifica

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Unità
Filomena Gallo, Marco Cappato

Il metodo scientifico contiene in sé risorse importanti per difendere il metodo democratico, delle quali è bene tener conto anche nell’affrontare le riforme istituzionali e la trasformazione del Senato. Uno dei limiti più evidenti dei sistemi – almeno formalmente democratici –  è infatti l’incapacità di esprimere politiche di lungo periodo rispetto a obiettivi di breve periodo, e di tenere in considerazione le verità laicamente affermate e costantemente aggiornate dalla ricerca scientifica all’interno del processo decisionale di Parlamenti e Governi.  Sarà questo uno degli aspetti trattati dal Terzo Incontro del Congresso mondiale per la libertà di ricerca scientifica promosso  dal Partito radicale e dall’Associazione Luca Coscioni (4-5-6 aprile, Roma www.freedomofresearch.org). 

L’elenco dei temi che si potrebbero portare ad esempio è lungo. Discuteremo in particolare delle nuove frontiere della biomedicina (i “casi Stamina” che proliferano nel mondo, o i tentativi di sacralizzazione dell’embrione che proseguono in Europa), delle libertà nel mondo digitale, delle neuroscienze, di proibizionismo sulle droghe, oltre del cosiddetto “rischio Vesuvio”, che è in realtà una certezza denunciata dai Radicali davanti alle giurisdizioni internazionali. In tutti questi casi, il combinato disposto di manipolazioni mediatiche, interessi di cortissimo termine, violazione delle regole e sottovalutazione (o censura) dei dati di fatto forniti dalla scienza producono decisioni disastrose contro l’interesse generale anche quando formalisticamente rispettose delle procedure “democratiche”.

Nel momento in cui si mette mano a una delle due Camere del Parlamento italiano, sarebbe folle non cogliere l’occasione per migliorare la qualità del processo decisionale parlamentare. Se alcune considerazioni di fondo rinviano all’architettura istituzionale e alla legge elettorale -determinante per diminuire o, al contrario, consolidare lo strapotere dei partiti sui candidati- altre riguardano misure più direttamente legate alle procedure interne e alle modalità di lavoro dell’assemblea parlamentare. Nell’incontro del Congresso mondiale, al quale parteciperà lo stesso Presidente del Senato Pietro Grasso, prenderemo in esame le migliori esperienze internazionali per integrare il sapere scientifico nel processo decisionale. Le soluzioni possibili sono molte, solitamente affermate nel mondo anglosassone: dall’obbligo di valutazione preventiva dei rischi e dell’impatto che ogni scelta pubblica implica, ad un potenziamento degli strumenti di indagine e di controllo da parte dell’assemblea, avvalendosi del coinvolgimento costante della comunità scientifica e del mondo della cultura. In discussione sono anche le forme di partecipazione diretta delle personalità scientifiche in quanto membri della stessa assemblea: una funzione che la nostra Costituzione affida alla nomina dei Senatori a vita e che ora può essere rafforzata utilizzando le competenze delle Società scientifiche e la plurisecolare esperienza dell’Accademia dei Lincei (non è un caso che proprio l’Accademia delle Scienze russa sia stata la prima vittima dell’involuzione autoritaria di Putin, come testimonierà al Congresso lo storico russo Askold Ivantchik). Proprio perché basato sul metodo empirico della prova e dell’errore, il sapere scientifico è un antidoto potente contro derive ideologiche e populiste che già sono state responsabili -alimentate dai nazionalismi- delle peggiori tragedie della storia recente. E’ dunque necessario ricorrere a quell’antidoto per rafforzare le nostre istituzioni, per costruire loro “fondamenta solide, ben progettate, che non sprechino quelle competenze necessarie per decidere razionalmente in merito a problemi dai quali dipende la qualità della vita dei nostri figli e nipoti”, come ha scritto la senatrice a vita e professoressa di farmacologia Elena Cattaneo, che interverrà all’incontro di Roma. Cattaneo,  insieme a Gilberto Corbellini, Piergiorgio Strata, Giulio Cossu ed altri, costituì ormai 10 anni fa il Comitato promotore che raccolse la sfida – lanciata da Luca Coscioni con Marco Pannella- di un Congresso permanente che riunisca politici, scienziati e cittadini per contrastare la minacci fondamentalista così come nel dopoguerra il “Congresso per la libertà della cultura” di Ignazio Silone contrastò il totalitarismo sovietico.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.