Nelle ultime settimane uno stillicidio di notizie, «rivelazioni», «carte», ha ribadito fatti in parte già noti o ha aggiunto particolari sconcertanti sul cosiddetto «caso Stamina». L’auspicio, ora, è che si possa sentire al più presto una parola definitiva sulla vicenda.
E necessario che le istituzioni mettano un punto a una situazione che disorienta profondamente. Non che le istituzioni non abbiano fatto, almeno in quest’ultima fase, la loro parte: il governo ha nominato un nuovo comitato scientifico (speriamo a prova di Tar e successivi gradi di giudizio); il Senato ha istituito una commissione d’indagine; la Procura della Repubblica di Torino pare sia alle battute finali della sua inchiesta. Speriamo che ognuno faccia il suo lavoro non solo bene (non c’è motivo di dubitarne) ma anche il più rapidamente possibile.
Mauro Ferrari, scienziato di altissimo profilo internazionale a capo del nuovo comitato scientifico, si augura che si abbassino i toni sulla vicenda. Ha ragione. Lasciamo che gli scienziati facciano serenamente le loro valutazioni, perché la posta in gioco è davvero molto alta, e non solo per il nostro Paese.
Però, almeno sulle regole seguite o non seguite finora, è giusto invocare chiarezza. Non si tratta di essere pro o contro Stamina. Bisogna uscire da questo pregiudizio paralizzante. Si chiedono solo risposte chiare a domande semplici: è stato fatto tutto come si doveva? Ci sono stati abusi? Ci sono stati rischi reali per chi ha avuto i trattamenti o si tratta solo di ipotesi esagerate dei mezzi di informazione? Non c’è altro. Nel frattempo Mauro Ferrari e i suoi collaboratori lavoreranno sul piano puramente scientifico e speriamo possano dare indicazioni nitide. Ne ha diritto chi paga le tasse, e ne hanno diritto, soprattutto, i malati che guardano con speranza a una nuova possibilità.
E nel giusto chi chiede che ogni trattamento innovativo sia verificato con onestà intellettuale, deponendo ogni preconcetto, ma è nel giusto anche chi pretende che le verifiche e le sperimentazioni siano condotte secondo scienza e coscienza. Nient’altro che scienza e coscienza.