Messaggio di Filomena Gallo, inviato al professor Silvio Garattini, per la giornata di studi di sabato 30 novembre
Gli scienziati italiani non praticano la vivisezione, ma la continua manipolazione semantica dei concetti rischia di mettere in pericolo l’attività di tutta la comunità scientifica italiana.
Comunità scientifica che ogni giorno lavora affinché malattie oggi incurabili siano curate, e le cure migliorino, consentendo una migliore qualità di vita a tanti malati.
Mal-trattare mediaticamente e politicamente la scienza, i suoi metodi, e anche i suoi odierni limiti significa declassificare il nostro Paese a livello internazionale dal punto di vista sociale, economico e medico-scientifico.
Gli attacchi subiti dal professor Silvio Garattini e da tutti quelli che quotidianamente spendono le loro energie per avanzare nelle conoscenze biologiche di base e combattere le malattie umane sono solo la manifestazione di un approccio fondamentalista alla questione della sperimentazione animale: ai fini della ricerca la sperimentazione animale è stata ed è determinante e ad oggi non sostituibile.
Ciò nonostante, come Associazione Luca Coscioni, auspichiamo che tutti possano trattare l’argomento in modo laico e costruttivo: oltre a considerare indispensabile che tale dibattito sia alimentato il più possibile al di fuori di contrapposizioni ideologiche, riteniamo necessario investire nello sviluppo di metodi di ricerca alternativi, riconoscendo l’importanza del rispetto della vita e del rispetto della salute di esseri senzienti, anche le normative comunitarie in materia si muovono in tal senso.
Al tempo stesso, di fronte alla voce della stragrande maggioranza della comunità scientifica che sottolinea come la ricerca su animali sia ancora indispensabile prima della sperimentazione sull’uomo, e che un divieto assoluto di sperimentazione comporterebbe un costo in termini di vite e salute umana, crediamo che consentire la sperimentazione all’interno di regole stringenti per ridurre al massimo le sofferenze degli animali, sia oggi l’unica via che possiamo intraprendere. Nell’ultimo Congresso dell’Associazione Luca Coscioni, che si è tenuto ad Orvieto a fine settembre, abbiamo approvato una mozione che tra l’altro sostiene: “Alla luce del non recepimento della direttiva stessa che risulta modificato con l’art. 13 della Legge n . 96/13 , pubblicata nella Gazzetta Ufficiale, serie generale n . 194 del 20.08.2013 , in vigore dal 04/09/2013, sostenere ogni azione in sede comunitaria e nazionale affinché l’articolo 13 sia abrogato e sia rispettata la direttiva madre”. Proprio nella giornata di giovedì abbiamo inviato ai ministri competenti e ai presidenti della commissioni parlamentari competenti una richiesta di audizioni di ricercatori e esperti della materia, italiani e stranieri, affinché vengano auditi prima dell’emanazione del decreto attuativo della legge di recepimento della direttiva europea.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.