Il 12 novembre si è tenuto, presso l’Accademia dei Lincei, un convegno dal titolo ‘Giornalismo e cultura scientifica in Italia’, curato da Gilberto Corbellini e Armando Massarenti, in collaborazione con il CNR. Mattinata dedicata alle relazioni, pomeriggio al dibattito generale.
In distribuzione tra i materiali un articolo della professoressa/senatrice Elena Cattaneo apparso sul Sole 24 ore dal titolo ‘Al politico fai sapere’, leggibile cliccando qui.
Sul sito di Radio Radicale è possibile riascoltarlo interamente
Di seguito una nota di sintesi che non pretende di riportare fedelmente ciò che è stato detto dai relatori:
Lamberto Maffei, presidente dell’Accademia dei Lincei: “La mente è come un paracadute. Va tenuta sempre aperta”. La scienza oggi non è trendy, diventa favola per attirare il lettore ma non è verità. I soci dell’ Accademia dei Lincei si recano nei nostri poli che abbiamo nelle varie regioni per insegnare agli insegnanti. E’ quasi un’opera di volontariato perché il Ministero ci finanzia solo con 100000 euro l’anno.
Luigi Nicolais, presidente CNR: esiste una dicotomia tra la scienza che avanza e le decisioni dei politici che tornano indietro
Gilberto Corbellini, docente di Storia della Medicina alla Sapienza di Roma: ha ricordato la legge del 28 marzo 1991, n. 113, aggiornata del 2000 sulle ‘Iniziative per la diffusione della culturascientifica”
Armando Massarenti, responsabile del domenicale del Sole 24ore: la scienza è forse la parte più importante della cultura. La scienza è veicolo di valori etici. La domanda vera che dobbiamo porci è: quali sono gli elementi che fanno dell’Italia un Paese vulnerabile rispetto agli altri per la proliferazione di fenomeni di pseudo scienza? Le istituzioni come l’Accademia e il Cnr devono avere più considerazione in Italia
Paola Govoni, storica della scienza all’Università di Bologna: ha fatto un excursus molto interessante della diffusione della scienza tra 1800 e 1900 con richiami a riviste e pubblicazioni, mostrando contemporaneamente le percentuali e le categorie di persone lettrici. Alcuni flash: Annuario scientifico industriale (1864-1931); Carlo Cattaneo e il ‘Politecnico’, con la prima edizione dal 1839 al 1844 e con la seconda 1861-1862, per cui quello che conta è la formazione di base che deve essere tecnica. 1839: prima Riunione di scienziati italiani. 1875: ultimo Congresso degli scienziati italiani. Caso Paolo Mantegazza, l’altra faccia della medaglia della comunicazione scientifica che riteneva la donna un essere inferiore ma che con il giornale ‘La fanfulla della domenica’ ebbe molto successo, mentre il corrispettivo italiano di Nature, ‘Natura’, edito da Emilio Treves e nato nel 1869, fallì.
Andrea Bonaccorsi, economista all’Università di Pisa, membro dell’Anvur: ha incentrato la sua relazione sull’asimmetria conoscitiva tra lo scienziato e il finanziatore, e tra la scienza e la società. La scienza promette troppo, come eccesso di aspettative per mettere sul mercato la scoperta scientifica? Se quest’ultima fallisce perde di credibilità la scienza e non la politica. L’obiettivo della comunicazione scientifica è ridurre l’asimmetria.
Giovanni Carrada, Southampton University: la comunicazione della scienza non esiste, esistono solo messaggi della scienza. Siamo nell’era del marketing della scienza.
Paolo Bianco, Università La Sapienza di Roma: ha espresso due concetti fondamentali e cioè che sono in atto due fenomeni; ‘Science denial‘ che uccide i bambini (caso Stamina) e che nulla ha a che vedere con la superiorità etica della scienza. C’è una pressione sociale antiscientifica basata sul minare la credibilità della scienza, minare la credibilità del singolo contenuto scientifico, creare l’antitesi tra ciò che dice lo scienziato e ciò che dice un altro X. ‘Science hijacking‘ tradotto con dirottamento della scienza all’interno della scienza stessa con tre esempi: 1) vaccino trivalente che causa autismo messo per iscritto da un medico che ha il brevetto per un vaccino monovalente (frode); 2) cellule staminali mesenchimali con proprietà immaginarie non riproducibili; VSELs cioè cellule adulte embrioniche very small. Termina con una proposta: ogni candidato politico deve dire cosa pensa su determinate questioni scientifiche.
Vittorio Bo, Idee per la cultura: i festival sono pieni di gente, il bisogno di cultura scientifica è più esteso di quanto immaginiamo.
Dario Bressanini, Università dell’Insubria: preferisce parlare di divulgazione scientifica e non di comunicazione. Gli scienziati snobbano la comunicazione scientifica. Non è vero che se tutti fossimo messi a conoscenza la penseremmo nello stesso modo: molti laureati e post laureati assumono posizioni antiscientifiche.
Giovanni Caprara, Corriere della Sera: non ci sono redazioni scientifiche in televisione e nei giornali. Al massimo c’è un responsabile con corrispondenti.
Roberto Defez, CNR: bisognerebbe costituire un gruppo di scienziati pronti subito a rispondere alle falsità date ad esempio in televisione, come la puntata di ieri di Report

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.