Intervento di Sonia Escudero al X Congresso Coscioni

Sono molto felice di partecipare tramite questo video al congresso, il più grande evento connesso allo sviluppo dei diritti umani, ma allo stesso tempo punto d’incontro di pregiati specialisti del settore. Mi vorrei congratulare con voi per l’iniziativa, sentendomi lusingata per esser stata scelta per spiegare un problema indubbiamente significativo per gli argentini: il processo che ha portato alla promulgazione della legge nazionale sulla riproduzione medicalmente assistita (N26862)

Questa legge è arrivato per bilanciare un processo irregolare, perché la corte interamericana dei diritti umani ha affermato nel caso “Artavia Murillo e altri- fecondazione in vitro- contro Costa Rica”- 28/11/2012- che solo le persone con risorse economiche possono permettersi di affrontare i trattamenti medici per concepire un figlio, e di conseguenza il sogno di diventare genitori.

È stato grazie alle organizzazioni sociali e i loro sforzi continui che questa situazione è stata rovesciata.

Prima della definizione di questo testo, c’è stato un duro lavoro per riempire questo vuoto normativo. Abbiamo iniziato dieci anni fa con iniziative provenienti da diversi partiti politici, che hanno rilevato il consenso riguardo l’importanza del diritto alla salute di persone che hanno sofferto l’impossibilità di avere accesso alla riproduzione medicalmente assistita.

La maggior parte di queste iniziative hanno incoraggiato l’incorporazione del’infertilità come malattia nel programma medico obbligatorio.

Nonostante questo, il comitato salute, sport e lavoro del senato ha consigliato, considerando vari progetti elaborati da diversi senatori, di continuare con l’approvazione della bozza di legge che stavano modificando.

La bozza includeva all’interno del programma medico obbligatorio le procedure e le tecniche mediche per la riproduzione medicalmente assistita, includendo tecniche di bassa ed alta complessità, che includevano o no la donazione di embrioni e gameti o di nuove procedure e tecniche sviluppate scientificamente, previa approvazione del ministero della salute, che non poteva introdurre restrizioni o limitazioni relative all’orientamento sessuale e lo stato civile dei beneficiari (persone con età superiore ai 18 anni)

Il codice civile argentino ha sofferto molti cambiamenti dopo l’approvazione della legge n 26.618 (15/7/2010). Per esempio includeva il matrimonio omosessuale, ma non l’infertilità come malattia.

Il senato ha approvato la bozza sulla riproduzione medicalmente assistita che è stata inviata alla camera bassa per l’approvazione delle modifiche che aveva subito in quella alta. Infine il 24 aprile 2013 la camera dei deputati ha trasformato la bozza in legge.

Le modifiche del progetto sono state applicate all’articolo 6 e all’articolo 9.

Le modifiche all’articolo 6 hanno aggiunto obblighi al ministero della salute, includendo la pubblicazione di una lista di centri medici privati e pubblici e della loro distribuzione geografica in modo da facilitare l’accesso al pubblico. Inoltre ha stabilito la distribuzione di informazioni e l’insegnamento continuato delle risorse umane specializzate utilizzate nelle procedure mediche. Infine, la modifica dell’articolo 9 è relativa al budget che il ministero della salute dovrebbe assegnare per lo sviluppo della politica pubblica.  

La legge ha optato per una prospettiva basata sul riconoscimento dei diritti, invece di rimanere ad una utilizzata dall’organizzazione mondiale della salute ( l’infertilità come malattia; l’impossibilità biologica di procreare). Questo testo garantisce alle persone il diritto di procreare, senza discriminare tra coppie gay o eterosessuali, persone sposate o single.

Sapendo che la riproduzione medicalmente assistita è stata inizialmente create per coppie eterosessuali, che non riuscivano a concepire, la legge ha ampliato gli orizzonti e incluso tra i suoi beneficiari le coppie dello stesso sesso, e le persone che non sono sposate o in coppia ma vogliono comunque diventare genitori.

È stato preso in considerazione che l’impossibilità di procreare un bambino ( biologica in coppie eterosessuali e strutturale in coppie omosessuali) è una grande caso che provoca dolore, sofferenza e denigrazione della qualità di vita. Tutte queste ragioni impongono una soluzione e una riparazione per il problema.

Proprio per queste ragioni credo che la legge ha optato per la giusta acquisizione di prospettiva, perché ha scelto il diritto alla salute, il diritto di procreare e stabilire una famiglia (tutti diritti costituzionali) senza discriminare migliaia di uomini e donne che non possono sostenere il peso economico delle procedure mediche. Il testo lascia alle persone il diritto di assicurarsi un certo tipo di stabilità.

La legge è stata arricchita dal lavoro di tanti cittadini e specialisti, molti dei quali sono qui al momento. Questo evento è un’opportunità per continuare ad imparare a crearsi una coscienza sociale sull’importanza dell’argomento.

 

Voglio esprimere la mia gratitudine ad ogni persona che ha contribuito a questo congresso con il suo lavoro scientifico. Per concludere, voglio ringraziare le autorità dell’Associazione Luca Coscioni per l’invito. Grazie a tutti

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.