
Città del Vaticano—«Vedo la Chiesa come un ospedale da campo dopo una battaglia». Dove ci vogliono cambiamenti e riforme». Ma non subito, perché questo «è il tempo del discernimento». Soprattutto, «non possiamo insistere solo sulle questioni legate ad aborto, matrimonio omosessuale e metodi contraccettivi». Dopo la lettera indirizzata al fondatore di Repubblica, Eugenio Scalfari, Papa Francesco mette a segno un altro colpo mediatico. E concede la sua prima intervista al direttore de La Civiltà Cattolica, gesuita come lui, padre Antonio Spadaro. Un colloquio lungo oltre fiore, svolto in 3 giorni alla fine di agosto, saltando dall’italiano allo spagnolo, e che si dipana in 30 pagine della rivista. Un testo zeppo di novità e di spunti interessantissimi. Bergoglio parla di sé personalmente e di come intende procedere nel suo pontificato. Ecco una sintesi della conversazione.
Un peccatore: chi è Jorge Mario Bergoglio? «Sl, posso forse dire che sono un po’ furbo, so muovermi, ma è vero che sono anche un po’ ingenuo. Sono un peccatore al quale il Signore ha guardato. Sono un indisciplinato nato».
Il conclave: francesco rivela a Spadaro che quando si rese conto di rischiare l’elezione, il mercoledì 13 marzo a pranzo, sentì scendere su di lui una profonda e inspiegabile pace e consolazione interiore, insieme a un buio totale. Questi sentimenti lo accompagnarono fino all’elezione. «Ho bisogno di comunità. E lo si capisce dal fatto che sono qui a Santa Marta. L’appartamento pontificio nel Palazzo Apostolico non è lussuoso. E antico. Ma alla fine è come un imbuto al rovescio. E’ grande e spazioso, ma l’ingresso è davvero stretto. Si entra col contagocce, e io no, senza gente non posso vivere». Riforme: «Molti pensano che i cambiamenti e le riforme possano avvenire in breve tempo. lo credo che ci sia sempre bisogno di tempo per porre le basi di un cambiamento efficace. E questo è il tempo del discernimento. Diffido delle decisioni prese in maniera improvvisa. Devo attendere, valutare interiormente, prendendo il tempo necessario».
Mai stato di destra: da superiore provinciale della Compagnia di Gesù «il mio modo autoritario e rapido di prendere decisioni mi ha portato ad avere seri problemi e ad essere accusato di essere ultraconservatore. Ma non sono mai stato di destra». Consultazioni reali: «I Concistori, i Sinodi sono luoghi importanti per rendere vera e attiva la consultazione. Bisogna renderli però meno rigidi nella forma. Voglio consultazioni reali, non formali. La Consulta degli otto cardinali, questo gruppo consultivo outsider, non è una decisione solamente mia, ma è frutto della volontà dei cardinali, così come è stata espressa nelle Congregazioni Generali prima del Conclave. Il popolo è soggetto. E l’insieme dei fedeli è infallibile nel credere».
Curare le ferite: «Vedo con chiarezza che la cosa di cui la Chiesa ha più bisogno oggi è la capacità di curare le ferite e di riscaldare il cuore dei fedeli. Io vedo la Chiesa come un ospedale da campo dopo una battaglia. È inutile chiedere a un ferito grave se ha il colesterolo e gli zuccheri alti! Si devono curare le sue ferite. Poi potremo parlare di tutto il resto. I ministri del Vangelo devono saper dialogare. Il popolo di Dio vuole pastori e non funzionario chierici di Stato. lo vedo la santità nel popolo di Dio paziente: una donna che fa crescere i figli, un uomo che lavora per portare a casa il pane, gli ammalati».
Gay, aborto e divorziati «A Buenos Aires ricevevo lettere di persone omosessuali, che sono”feriti sociali” perché mi dicono che sentono come la Chiesa li abbia sempre condannati. Dio nella creazione ci ha resi liberi. Una donna che ha avuto alle spalle un matrimonio fallito, si è risposata e vorrebbe andare avanti nella vita cristiana. Cosa fa il confessore? Non possiamo insistere solo sulle questioni legate ad aborto, matrimonio omosessuale e uso dei metodi contraccettivi. Questo non è possibile. Io non ho parlato molto di queste cose, e questo mi è stato rimproverato. Ma quando se ne parla, bisogna parlarne in un contesto».
No a troppa dottrina: «Una pastorale missionaria non è ossessionata dalla trasmissione disarticolata di una moltitudine di dottrine da imporre con insistenza. L’annuncio di tipo missionario si concentra sull’essenziale, ciò che appassiona e attira di più. Dobbiamo trovare un nuovo equilibrio, altrimenti l’edificio morale della Chiesa rischia di cadere come un castello di carte».
La curia e il sinodo: «I dicasteri romani sono al servizio del Papa e dei Vescovi: meccanismi di aiuto. Quando non sono bene intesi corrono il rischio di diventare organismi di censura. Forse è il tempo di mutare la metodologia del Sinodo, perché quella attuale mi sembra statica. Dai fratelli Ortodossi si può imparare di più sul senso della collegialità episcopale».
La donna: «E’ necessario ampliare gli spazi di una presenza femminile più incisiva nella Chiesa. Temo la soluzione del “machismo in gonnella”. La sfida oggi è riflettere sul posto specifico della donna».
I promessi sposi: Bergoglio si sofferma a lungo sulle sue passioni artistiche. La letteratura con Dostoevskij, Hoelderlin, Cervantes, Borges, Manzoni. «Ho letto I Promessi Sposi tre volte e ce l’ho adesso sul tavolo per rileggerlo». La pittura: Caravaggio e Chagall. La musica: «Mozart mi riempie. Beethoven mi piace ascoltarlo, ma prometeicamente. E poi le Passioni di Bach. A un livello diverso, non intimo allo stesso modo, amo Wagner». Il cinema: «La strada di Fellini è il film che forse ho amato di più. Mi identifico con quel film, nel quale c’è un implicito riferimento a san Francesco. Credo poi di aver visto tutti i film con Anna Magnani e Aldo Fabrizi».

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.