Stamina, Vannoni a Radio Radicale: inutili i 3 milioni per la sperimentazione, non si arriverà alla fase 3. De Luca ha sbagliato i suoi calcoli

Il professor Davide Vannoni, presidente di Stamina Foundantion, è intervenuto oggi alle 14:30 nella trasmissione il Maratoneta, condotta da Mirella Parachini e Valentina Stella, in onda su Radio Radicale. Diamo alcune anticipazioni di quanto ha riferito rispondendo alle domande durante la registrazione. Vannoni ha dichiarato che il protocollo su cui avverrà la sperimentazione non è lo stesso della metodologia utilizzata agli Spedali civili di Brescia ma è una forma semplificata e che ha preteso che il protocollo venisse secretato perchè di proprietà di Stamina e perchè non ha brevetto. Inoltre si eviterebbe così la creazione di un mercato parallelo di queste metodiche fuori dall’Italia. Ha aggiunto che la produzione delle cellule è a carico di Stamina Foundantion e della piccola società farmaceutica Medestea e che i costi per il Sistema Sanitario Nazionale sono solo di poche centinaia di euro a paziente. Ha quindi smentito i calcoli di previsione del professor Michele De Luca che secondo Vannoni ha sbagliato su tutto perché, non conoscendo il metodo, è partito da presupposti errati. Ha precisato che Stamina sta dimostrando che si riescono a produrre linee cellulari anche in un laboratorio non farmaceutico. Ha concluso sostenendo che lo Stato poteva risparmiarsi i 3 milioni di euro per le due prime fasi di sperimentazioni, perchè intanto non si arriverà alla fase 3 della sperimentazione. 

Sono seguiti sullo stesso tema gli interventi di Daniela Lauro, presidente dell’Associazione famiglie sma, e di Gilberto Corbellini, docente di storia della medicina e bioetica alla Sapienza.  

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.