Non chiamatele egoiste: saranno madri più attente

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Corriere della sera
Chiara Lalli

Siamo «giovani» almeno fino a 50 anni, come stupirsi che sempre più donne scelgano di diventare madri intorno ai 40? Magari dopo essersi laureate e aver cercato un lavoro soddisfacente, in attesa del momento giusto che potrebbe non arrivare mai. E allora, spingendo il limite biologico il più possibile, si aspetta, si rimanda. Ci sono stati casi di donne diventate madri a 60 anni: un fenomeno difficilmente digeribile, facile pretesto di accuse di egoismo e irresponsabilità genitoriale. Condanne curiose e fortemente orientate dal genere: si può diventare padri per tutta la vita, madri no. La sorpresa che suscita la violazione di questo limite temporale è insomma tutta rivolta verso le donne e spesso ha sapore accusatorio. Il processo cui stiamo assistendo è però graduale, non irruento come le cosiddette «mamme-nonne». E più facile che diventi familiare, forse è già successo: a pensarci molti si stupirebbero più davanti a una madre 24enne che a una 42enne. Certo è che a 40 anni siamo persone di mezz’età, bene che vada: i rischi della gravidanza cambiano e la preoccupazione che nostro figlio sarà adolescente quando noi andiamo per i 60 è comprensibile. Però ci sono anche le buone notizie: secondo una ricerca presentata l’anno passato alla conferenza annuale del «Royal College of Paediatrics and Child Health», le ultraquarantenni sono madri più attente. I loro figli sono più intelligenti e hanno meno incidenti.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.