Intervista a Michela Marzano:”E ora la legge contro l` omofobia, una conquista di civiltà”

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La Repubblica
Maria Elena Vincenzi

ROMA – È prevista oggi alla Camera la discussione generale sul disegno di legge che equiparerebbe il contrasto all`omofobia e alla transfobia a quello per l`odio razziale o religioso. Ma c`è una parte del Pd (e non solo) che ha paura che, come già successo nella scorsa legislatura, l`estensione della legge Mancino salti anche questa volta. «E una norma che permetterebbe all`Italia di fare un passo avanti su un tema che, ovunque in Europa, ha smesso di suscitare polemiche». Michela Marzano, filosofa e deputata del Pd, è stata una delle promotrici del disegno di legge. E oggi sarà in aula a votare sì. 

Onorevole, l`iter finora sembra essere filato liscio, cosa dovrebbe cambiare?

«Innanzitutto il testo arriva in aula incompleto, manca tutta la parte delle aggravanti per omofobia e transfobia che noi proporremo come emendamento, ma non so se avrà l`ok dell`aula. Senza, sarebbe solo una legge vuota e anche io voterei no». Questi gli ostacoli pratici.

Ma quanto c`è di ideologico in chi rifiuta queste modifiche? 

«Ci sono motivazioni assolutamente fuorvianti che sembravano essersi finalmente sopite, ma che si sono riaccese alla vigilia della discussione. La prima obiezione riguarda il timore che la legge crei un reato di opinione tale da impedire di dire la propria sull`omosessualità. Non è così: quello che si vuole vietare è l` hate speech, per dirla all`americana, ovvero l`istigazione alla violenza contro trans e gay, ma tutti resterebbero liberi di esprimere il proprio parere civilmente. Si vuole far passare l`idea che se la norma venisse approvata sarebbe vietato dirsi contrari ai matrimoni gay. Non è così. Le opinioni sono libere. Gli insulti violenti, però, non possono esserlo». 

Poi c`è la questione dell`uguaglianza. 

«Alcuni hanno voluto ribaltare l`ottica delle cose e far credere che inasprire le pene per omofobia e transfobia sia una violazione del principio di uguaglianza stabilito dalla Costituzione. Come se tutelare chi oggi è discriminato in base al proprio orientamento sessuale o alla propria identità di genere introducesse altre forme di 
discriminazione. È un grosso errore: sin dalla sua prima formulazione, con Aristotele, per uguaglianza si è inteso 
il concetto di dare cose uguali a chi è uguale e cose diverse a chi è diverso. Non stiamo parlando di identità: siamo 
tutti diversi e come tali dobbiamo essere protetti». 

Onorevole, lei teme che la legge non passi? 

«Potrebbe essere. Non bastasse questa ostilità trasversale del mondo cattolico, c`è anche il rischio di una strumentalìzzazione politica. Non si vuole che sul tabellone della Camera compaia una maggioranza diversa da 
quella di governo (una partedel Pd, Sel e forse del M5S sono d`accordo). Se queste motivazioni, insieme o singolarmente, riuscissero a bloccarla di nuovo, ci troveremmo, ancora una volta, davanti a una grande occasione 
persa. Di civiltà». 

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.