Lettera al direttore

Il Foglio
Libera associazione italiana ginecologi per l’applicazione della legge 194/78

Al direttore – Le scriviamo a proposito dell’articolo pubblicato sul suo quotidiano il 19 giugno scorso, a firma Roberto Volpi, a proposito di legge 194. Quando si riportano dati, si dovrebbe sempre controllarne l’esattezza. I dati sugli aborti clandestini riportati non sono relativi, come affermato da Volpi, a una stima ufficiale del 2008 ma sono quelli relativi all’anno 2005 e riportati nella relazione al Parlamento sullo stato di applicazione della legge 194 del 2008. Da allora sono passati ben 8 anni, e i ministri della Salute non hanno mai sentito la necessità di aggiornare i dati. Atteggiamento cosi approssimativo che bene rappresenta l’interesse rivolto alla salute delle donne. Volpi, poi, avrebbe potuto partecipare alla conferenza stampa da noi tenuta presso la sede dell’Ordine dei medici di Roma, in cui denunciavamo la drammaticità della situazione reale, molto diversa da quella fotografata dalla relazione del ministro. Avrebbe così potuto apprendere che quei dati non tengono conto del fatto che in moltissime strutture nel nostro paese la legge 194 non è mai stata applicata.

E’ evidente che se in alcuni ospedali non esiste il servizio di Ivg, i medici che vi lavorano non hanno alcuna necessità di sollevare obiezione di coscienza, e dunque risultano nelle statistiche “non obiettori”, ma non praticheranno mai una Ivg. Nella nostra inchiesta abbiamo riportato il numero di ospedali “fuorilegge” nelle varie regioni: nel Lazio, su 31 strutture ospedaliere pubbliche, ben 10 non dispongono del servizio Ivg e non rispettano il dettato della norma che prevede che l’ospedale “in ogni caso” è tenuto ad assicurare l’espletamento della procedura abortiva. Alla ministra Lorenzin abbiamo chiesto un incontro ufficiale perché siamo convinti che audire chi lavora nel campo possa arricchire e sostanziare l’azione di governo, nella prevenzione non solo delle Ivg, ma delle gravidanze indesiderate. Ai lettori decidere da che parte sta la “calcolata strumentalità” Cordialmente. 

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.