Già qualche associazione come l’ANFFAS (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale), del resto, sta sperimentando delle versioni della Convenzione “facili da leggere”, per spiegare a persone con disabilità intellettive e relazionali il contenuto del Trattato. In questo modo le persone diventano effettivamente più consapevoli, e l’empowerment funziona. Le persone con disabilità intellettiva, poi, diventanopiù cittadini di quanto non fossero in precedenza, perché diventano consapevoli.
Spero quindi che questo stile di “ apertura” contamini – anche con modalità espressive diverse dal “facile da leggere” – il mondo della cosiddetta “cultura giuridica”. E dico questo non per sminuire la cultura giuridica, anzi, proprio perché la ritengo importante e fondamentale per il vivere civile, credo che essa vada diffusa al massimo, diventando “pane quotidiano” della persona.
