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Alcune recenti notizie di stampa confermano che in Italia è in atto un pesante ridimensionamento dei servizi socio-assistenziali, con gravi conseguenze sulla qualità e il livello di appropriatezza della assistenza fornita alle fasce più deboli della popolazione, nonché una graduale accentuazione del divario tra Nord e Sud Italia.
A margine della XII Giornata nazionale del Sollievo, anche il Ministro della Salute Lorenzin ha ammesso che la Legge 38 non viene rispettata dalla metà delle Regioni, che spesso non utilizzano nemmeno i fondi a disposizione per realizzare gli Hospice ( 7 pl in Calabria a fronte dei 598 della Lombardia), o per attivare una adeguata assistenza domiciliare ( come per altro già denunciato da un nostro recente studio pubblicato da FAINOTIZIA).
Addirittura la ricca Regione Veneto ( presieduta dal leghista Zaia) ha ridotto le rette riconosciute alle strutture che ospitano le persone in Stato Vegetativo.
In una parola, con l’entrata in vigore della spending review, non si sta intervenendo sui grandi sprechi tagliando le convenzioni ai privati inadeguati e corruttori ( IDI, Maugeri, S.Raffaele, etc.), o eliminando nel pubblico i doppioni inutili, con ciò liberando risorse a favore delle categorie più deboli ( malati SLA, stati vegetativi, oncologici, etc) attraverso la promozione di una adeguata assistenza domiciliare.
Ancor più preoccupante è il silenzio delle Associazioni che siedono ai vari Tavoli istituzionali del Ministero della Salute, che sono sempre in prima fila a difendere i “ valori non negoziabili “, dimenticandosi regolarmente di denunciare fatti come quelli della Regione Veneto, o intervenendo puntualmente in ritardo nel denunciare gravi situazioni come quella creata dal Ministro Balduzzi all’epoca della ripartizione delle risorse per i malati di SLA, o tacendo completamente sulle inadempienze delle Regioni del Sud che non attivano SUAP, Hospice ed adeguata assistenza domiciliare, pur avendo le risorse.
Per questo occorre mutare completamente le politiche sanitarie del Paese, puntando sull’appropriatezza degli interventi, la formazione continua del personale, la riqualificazione della rete delle cure domiciliari.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.