La madre rischia la vita. Ma la legge le proibisce di abortire il feto malato

La Stampa
Filippo Fiorini

BUENOS AIRES- C`è una ragazza in un luogo sperduto delle selve del Salvador che ha gettato nello smarrimento tutto il Paese. È gravemente malata e incinta di quattro mesi. Sa che il suo bambino non ha speranze di vivere e vuole abortire perchè, portando avanti la gravidanza, restano poche chances anche per lei. Ci sta provando, ma non ci riesce, perchè la legge glielo impedisce. Le persone che la conoscono non ne fanno il nome, ma raccontano che per i primi anni di vita ha avuto un’esistenza tranquilla. Poco meno che ventenne ha avuto il suo primo figlio, l`ha registrato all`anagrafe e battezzato in chiesa. Dopo qualche tempo, hanno iniziato a dolerle le mani, le ginocchia e i polsi. Quando si è fatta visitare, ha saputo di essere ammalata di Lupus Eritematoso Sistemico (Les), aggravato da un`insufficienza renale. Il suo stato di salute è poi peggiorato quando, alla fine dello scorso anno, è rimasta di nuovo incinta: il feto si sta sviluppando con gravissimi problemi, tre ecografie hanno mostrato che è privo di cervello. Sarà morte certa per lui e un forte pericolo di vita per lei. La legge del Salvador, però, non permette l`aborto in nessun caso e nessun dottore è disposto a rischiare otto anni di reclusione, come prevede il Codice penale salvadoregno, per salvarla. Le Nazioni Unite e Amnesty International, che hanno sentito la sua storia, dicono chela ragazza ha ragione, e chiedono che la norma contempli i casi limite come questo. Una modifica che, in tempi brevi, può fare solo la Corte Suprema, la quale è stata interpellata per lettera, ma non ha ancora risposto. A parlare, è stato invece un vescovo, il quale ha spiegato che concedere l`aborto a lei sarebbe come permetterlo a chiunque, il che è sbagliato, perchè la vita comincia nel momento del concepimento. Intanto il caso è seguito in tutto il Paese, divide l`opinione pubblica e mobilita gli attivisti per i diritti umani. 

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.