«Un milione di firme per fermare la vivisezione»

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Corriere della Sera
Paola D’Amico

L’obiettivo è ambizioso ma non impossibile: raccogliere un milione di firme in dodici mesi, nei 27 Paesi dell’Unione Europea. Per dire basta alla vivisezione. Da pochi giorni è possibile aderire anche online (www. stopvivisection. eu) all’«Iniziativa dei cittadini europei stop vivisection».

L’eco della rivolta contro l’allevamento di cani di Greenhill non s’è ancora spenta. I movimenti antivivisezionisti europei uniscono le forze e chiedono alla Commissione europea di abrogare la direttiva 63 del 2010 che solo nel titolo, spiegano, «parla di protezione degli animali usati a scopi scientifici», perché nei fatti porta indietro le lancette della storia, ben oltre la precedente direttiva del 1886. Fabrizia Pratesi de Ferraris, coordinatrice del Comitato scientifico di Equivita, aggiunge: «Mai la parola “tutela” è stata usata più a sproposito. La legge del 2oio consente ciò che prima non era consentito, per esempio di utilizzare più volte lo stesso animale anche in procedure che provocano intenso dolore, o ancora di utilizzare cani e gatti randagi». In soccorso agli animalisti di tutta Europa è arrivato l’articolo 11 del trattato Ue che dal 2012 dà ai cittadini europei il «diritto di iniziativa» e di prendere così parte all’elaborazione delle politiche europee. «Non possiamo esprimere una proposta di legge — prosegue Pratesi — ma un obiettivo da raggiungere. Già 1’89% dei cittadini europei si è espresso contro la sperimentazione animale. La vivisezione è una pratica inaccettabile che impone illimitato dolore e sofferenza a esseri senza difesa. E alle ragioni dell’etica oggi da più parti si leva anche l’appello della scienza»

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.