Legge 40, le sentenze dei tribunali

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Filomena Gallo, segretario dell’Ass. Luca Coscioni

Sono state diverse le sentenze dei tribunali che dall’Italia all’Europa segnano cambiamenti importanti nella legge sulla procreazione medicalmente assistita, nel merito della portata delle decisioni:
28 agosto 2012 La Corte europea dei diritti dell’uomo ribadisce il fondamento giuridico della diagnosi genetica sull’embrione e afferma che anche le coppie fertili devono poter accedere alla diagnosi preimpianto e quindi alla fecondazione in vitro. La legge italiana dovrà ora adeguarsi all’art. 8 della Carta EDU che ora risulta violata.

22 maggio 2012 La Corte costituzionale ha affermato che rimuovere il divieto di eterologa nella Legge 40 è ammissibile, (ma i giudici che hanno sollevato i dubbi di costituzionalità sull’eterologa devono ampliare lo schema di incostituzionalità, rimettendo così gli atti ai giudici de quo);
16 gennaio 2010 Il tribunale di Salerno autorizza l’ accesso alla Pma a coppia fertile portatrice di patologia genetica per poter effettuare pgd (diagnosi genetica pre impianto) e non dover ricorrere a interruzione di gravidanza a seguito di prelievo dei villi cordiali;
1 aprile 2009 Il Tar Lazio cancella dalle linee guida il divieto di pgd perché previsto nella legge 40;
20 gennaio 2008 La Corte Costituzionale cancella il limite dei tre embrioni producibili e il contemporaneo impianto di tutti gli embrioni prodotti.
Il governo ha tre mesi di tempo per ricorrere contro la decisione della Corte europea. Se confermata, oggi rimane l’adeguamento della norma italiana alla Carta europea sui diritti dell’uomo ampliando l’accesso alle tecniche di fecondazione assistita. Occorre poi cancellare il divieto di applicazione di tecniche con donazione di gameti-tecniche eterologhe e il divieto di utilizzo per la ricerca di quegli embrioni che non darebbero mai una gravidanza su cui si è deciso di non deciderne alcun utilizzo. Gli effetti della legge 40 In 8 anni, le relazioni al Parlamento fino al 2009 hanno evidenziato: meno gravidanze e più danni alla salute per la donna, meno nati; le coppie fertili con patologie genetiche solo tramite i tribunali hanno potuto effettuare indagini diagnostiche preimpianto; chi è sterile può accedere alla Pma, ma non alla donazione di gameti quindi necessariamente deve espatriare; malati in attesa di cura sperano nella ricerca ma in Italia non vengono finanziati progetti di ricerca sulle staminali embrionali, di cui è vietata l’estrazione sul nostro territorio. I ricercatori sono costretti ad acquistare all’ estero le linee staminali per studiarle in Italia. Dopo l’intervento dei tribunali dal 2009 il ministro della Salute reso noto nel presentare la relazione al parlamento che i bambini nati, che nel 2010 superano i 12mila, considerando tutte le tecniche di Pma, di I, II e III livello. Le battaglie in affermazione dei diritti però continuano per le coppie sterili e per i malati in attesa di cure.