Oggi ilvoto sul registro. Fanzago: Pisapia garantisca che non aprirà alle nozze gay
Il voto finale è atteso per oggi. E per riuscire ad approvare il registro delle unioni civili la maggioranza è pronta a discutere a oltranza in aula. Una maratona per una delle promesse elettorali simbolo dell`amministrazione Pisapia. Che, però, continua a dividere trasversalmente i partiti. E che soprattutto agita il Pd.
Fino all`ultimo sarà in corso una mediazione per far cambiare idea ai quattro esponenti cattolici dei Democratici. Che, sul filo di lana, hanno minacciato un parere contrario. E che, con il vicepresidente del Consiglio, Andrea Fanzago, chiedono rassicurazioni a Giuliano Pisapia: «Vogliamo che il sindaco, che aveva sottolineato l`importanza della nostra astensione – ha detto ad Affariitaliani-, ci dia le garanzie che le modifiche che verranno apportate al testo non siano un preambolo per i matrimoni gay».
Per ora arriva quella dell`assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino: «I timori sul fatto che i matrimoni omosessuali possano rientrare dalla finestra sono infondati. Lo dice chi, come me, si augura che presto il parlamento li istituisca.
Eccola la questione. E la paura che agita i cattolici. Anche se la capogruppo del Pd Carmela Rozza ha fiducia nelle trattative: «C`è un clima rasserenato. Sono molto ottimista che, alla fine, avremo la conferma che anche i cattolici del Pd non voteranno contro».
Una richiesta precisa arrivata da Pisapia. Che, in aula, potrebbe dare personalmente rassicurazioni. Può sembrare un cavillo ma, in una discussione che coinvolge sensibilità distanti e che ha fatto schierare apertamente contro il registro anche la Curia, si giocatutto – anche- su parole e interpretazioni.
Al centro della questione è un emendamento dei laici del Pdl capitanati da Giulio Gallera che si sono detti disposti ad approvare il testo. A patto di cancellare il riferimento alla "famiglia". In questo caso si tratta della "famiglia anagrafica" e togliere questa dicitura, in realtà, porterebbe all`istituzione di un registro separato rivolto solo alle unioni civili tra coppie eterosessuali e omosessuali. Un "libro" diverso da quello che regolamenta le residenze anagrafiche e che, per i cattolici democratici, potrebbe diventare appunto preambolo a cerimonie gay.
Timori che il centrosinistra sta cercando di fugare. Ieri, le diplomazie hanno lavorato per tutto il giorno. E la mediazione continuerà anche oggi. Si tenterà di lavorare proprio attorno al molo dell`anagrafe, che dovrebbe comunque gestire in qualche modo il registro. Anche se sparirà il termine di "famiglia anagrafica", insomma, il riferimento alla legge che ha regolamento in altri Comuni queste esperienze potrebbe continuare a vivere nei fatti. E i cattolici potrebbero votare contro gli emendamenti, ma alla fine astenersi sulla delibera come era inizialmente previsto. Un testo che, per arrivare al traguardo, dovrà superare un muro di 74 emendamenti.