Ignazio Marino
“Il nostro documento affrontava aspetti etici importanti, bisognava affrontarli. La visibilità l’ha cercata chi ha precluso la votazione”
«Credo che da parte di Rosy Bindi ci sia stata un’ossessiva attenzione su una parola di quel documento, che noi abbiamo elaborato come contributo integrativo e non alternativo». Per Ignazio Marino, senatore del Partito democratico «l’importante decisione sulle unioni omosessuali era uno dei punti, ma solo su quello si è concentrata l’attenzione della presidente, una scelta anche dal punto di vista mediatico».
Voi invece non cercavate visibilità mediatica proponendo un documento sul matrimoni gay che avrebbe fatto comunque discutere?
«La visibilità è stata cercata da chi ha precluso la votazione; se il documento fosse stato ammesso al voto non ci sarebbe stata alcuna visibilità. L’ha determinata chi alzando i toni con voce alta e severa ha detto che un documento proposto da un gruppo di dirigenti democraticamente eletti, non poteva essere votato. Inoltre, ripeto che quello sulle unioni omosessuali era solo uno dei punti: si parla di ricerca, cellule staminali, fine vita, legge 40, ospedali pubblici e legge 194. Sui giornali non ho trovato questa discussione».
Comunque difficile discutere dl tutto questo in un giorno, non crede?
«Certo, una discussione approfondita in un’assemblea nazionale che comincia alle 10 e finisce a metà pomeriggio non è praticamente possibile. Leggere i documenti e confrontarsi è un obiettivo irrealistico in tali condizioni. Forse va ripensato il format dell’assemblea; non può essere un luogo di ratifica ma una vera fucina di elaborazione dei progetti del Paese».
Lo dirà a Bersanl?
«Penso che Bersani abbia compreso che l’assemblea nazionale è un’organizzazione dove la maggior parte dei membri va con il desiderio di partecipare concretamente alle decisioni».
E sollevare conflitti?
«Se ci fosse stato un confronto aperto sul merito del nostro documento, che ribadisco era un’integrazione e non un’alternativa, non ci sarebbe stato conflitto. I conflitti non nascono dalle nostre proposte; noi abbiamo espresso solo disappunto per non aver potuto democraticamente votare. Non siamo noi a cercare fratture».
Come giudica il documento Bindi sulle unioni omosessuali?
«Un documento dotto nelle citazioni e vago nelle conclusioni».
Nessun passo avanti In materia di diritti civili delle coppie gay?
«Sinceramente no. La posizione di Romney che è un repubblicano, è molto più netta, lui è favorevole alle adozioni da parte di coppie omosessuali».
Vorrebbe fosse uno degli argomenti della campagna elettorale del centrosinistra?
«La politica deve avere l’obiettivo di modernizzare la società, e disegnare un Paese dai diritti e dal volto diversi. lo milito in un partito riformista. Se devo governare per non cambiare l’Italia, non attuando alcuna riforma, non mi interessa. Chi fa politica non può accettare di non innovare pur di governare».
Il documento verrà riproposto?
«Moltissimi appoggiano il nostro contributo e molti di questi sono della cosiddetta maggioranza bersaniana. Coinvolgeremo i firmatari e chiederemo una discussione in direzione nazionale. Ma, ribadisco, su tutto il documento e non solo sulla parola matrimonio».