Iniziamo con una premessa: non si vuole discriminare, il Pd è un partito progressista che riconosce i diritti (e ci mancherebbe, direi). Tutti sono uguali MA è indispensabile promuovere una «piattaforma di diritti differenziati», così dice – su l`Unità di giovedì – l`onorevole Lucà. Le variazioni sul tema sono molteplici. Chi ha una situazione difforme rispetto ad un "diritto naturale" non può rientrare con pienezza tra chi gode di diritti civili uguali per tutti. Ha bisogno di una piattaforma di "dirittucci": concessi perché siamo buoni. Parliamo di quei diritti civili che, all`atto del loro godimento, non limitano la libertà di nessuno.
La cornice è lo Stato di diritto, laico per antonomasia: la laicità comprende le differenze, le rispetta e le tutela. Si incardina su alcuni principi fondamentali: tra questi quello dell`uguaglianza e quello della libertà. Non può esistere l`una senza l`altra. Consentire il matrimonio tra persone dello stesso sesso non impedisce ad altri di godere dello stesso diritto. Si può tranquillamente credere nella sacralità del matrimonio, ci si può sposare tra eterosessuali, davanti all`altare o vestiti di bianco. Il matrimonio civile è un contratto tra due persone davanti alla Comunità civile: gli articoli del Codice che lo regolano implicano diritti e doveri tra le due parti. Si parla di coniugi, al plurale.
Al di là della propria convinzione etica, sono quelli che regolano la famiglia come patto di mutua solidarietà e responsabilità tra due persone. Faccio fatica ad escludere Daniele, Andrea, Massimo o Roberta e i loro compagni/e da questo perimetro. Introdurre un generico riconoscimento delle coppie di fatto, siano DICO o PACS, appanna di un velo di ipocrisia la questione: le coppie eterosessuali un`opzione ce l`hanno, possono sposarsi civilmente. Sono le coppie omosessuali che sono private della libertà di scelta. Le argomentazioni che vengono portate dai fautori dei "dirittucci" contengono dei forti elementi di ambiguità.
Come ci fosse un non detto: la propria sensibilità etica deve permeare le scelte del legislatore. Deve valere per tutti in quanto si suppone maggioritaria. Però non si può essere "un po` laici", come non si può essere "un po` incinta", "un po` antirazzisti". Se si è laici e si crede nei principi di libertà e di uguaglianza bisogna ammettere che le proprie convinzioni personali o collettive rappresentano, comunque, una parte del tutto. Pretendere non venga limitata la propria libertà garantendo di non limitare quella degli altri. Lo sforzo della politica, in particolare la nostra, è di rappresentare il tutto tenendo conto delle parti. Accettando l`evoluzione sociale e il cambiamento in società sempre più complesse e plurali che non possono essere, usando una sineddoche, ridotte ad una parte sola. Ad un modello che vuole dirittucci per cittadinucci, io credo si debba opporne uno che vuole diritti per i tutti. Nell`uguaglianza e nella libertà. Allargando il perimetro dei diritti per concorrere a quella democrazia inclusiva di cui parlava Bobbio. In quanto a me sono eterosessuale, donna, nei comportamenti appartenente alla maggioranza. Ma non riesco a sentirmi libera ed eguale se non lo sono tutti.