Sla, terapia sperimentale nella Clinica neurologica

Mattino Padova
Fabiana Pesci

Non può parlare, non può muoversi, ma non ha smesso di lottare contro la Sla (sclerosi laterale amiotrofica). A fine luglio sarà sottoposto a un intervento aweniristico: Nel midollo spinale gli saranno trapiantate cellule staminali che, almeno sulla carta, dovrebbero riuscire a rallentare il decorso della malattia. È padovano il secondo paziente al mondo entrato in un protocollo di ricerca clinica che vede in prima linea la Clinica neurologica dell’Azienda ospedaliera con l’ospedale di Novara e di Terni. Prevede l’impianto di cellule prelevate da feti (morti, naturalmente) in pazienti affetti da Sla Marina Sala-dini, direttore della Clinica neurologica, spiega che il trial clinico apre «una nuova frontiera per la cura della Sla», anche se non ha alcuna intenzione di alimentare false speranze: «Si tratta di uno studio molto sperimentale», afferma la professo-ressa, «che per ora coinvolge meno di venti pazienti.

Anche se emergessero evidenze cliniche che dimostrano la validità dell’intervento, potrebbero essere necessari anni per l’applicazione della cura a tutta la popolazione malata di Sla». Alla fine di luglio toccherà a un giovane malato padovano dare avvio alla nuova sfida per sconfi:4 ere la sclerosi laterale amiotrofica. A pochi giorni dalla morte di Vittorio Bisso, ex consigliere comunale di Dolo malato di Sla che ha scelto il suicidio assistito in Svizzera, Padova tenta di aprire una nuova frontiera terapeutica. L’intuizione è stata accolta con scetticismo dal mondo scientifico, tuttavia per sconfi:4 ere una malattia che conduce alla morte, la Neurologia della città del Santo sostiene che nessuna strada debba rimanere sbarrata. Il medico che ha eseguito il primo intervento al mondo (una settimana fa a Temi) spiega la_portata della ricerca clinica: RE uno studio senza finalità terapeutiche, ma da oggi di certo si apre una nuova porta, bisogna solo attendere per vedere cosa ci riserverà», spiega Sandro Carletti, direttore dell’équipe di Neurochirurgia dell’ospedale Santa Maria di Temi. «Ora ci sono altri 17 pazienti pronti a essere sottoposti a questa operazione con una cadenza presso-chè mensile. Il prossimo intervento dovrebbe avvenire a fine luglio, il secondo paziente è stato già reclutato dal centro di Neuroscienze di Padova che, insieme a quello di Novara e Terni, cura la selezione».