Complice la spending review, saranno soppressi I’Ime, Istituto mediterraneo di Ematologia, l’Alleanza ospedali italiani nel mondo e il Consorzio anagrafe animali. Enti forse considerati inutili dal ministro della Sanità, Renato Balduzzi, che questa mattina presenterà una bozza di decreto nella riunione del Consiglio dei ministri: al primo punto dell’articolo 21 prevede la «soppressione della fondazione Ime» e altri tagli e, al punto 7, il passaggio di finanziamenti e funzioni alI’Inmp, Istituto nazionale perla cura delle malattie delle migrazioni e della povertà, del quale è ormai magna pars la Comunità di Sant’Egidio, presieduta dal ministro Andrea Riccardi (Cooperazione internazionale).
Con l’Ime chiuderà il Laboratorio per le tipizzazioni (12mila all’anno). E in Comune 8 stata approvata una mozione ‘contro’ i Cosa ne sarà dell’Istituto che cura, con il trapianto del midollo osseo, le malattie del sangue che sitrasmettono geneticamente?E dove finiranno le centinaia di pazienti che dai Paesi del Mediterraneo, dell’Africa subsahariana e di altre zone povere del pianeta si rivolgono all’Ime con malattie come la talassemia e l’anemia falciforme, endemiche in quelle aree e insidiose per quelle europee perladiffusionedeiflussimigratori? Con I’Ime, rischia di scomparire anche il "Laboratorio di tipizzazione Hla", un centro di eccellenza per la determinazione della compatibilità delle cellule staminali tra donatore e ricevente. Il laboratorio, con 12 mila tipizzazioni all’anno, serve non solo I’Ime ma il centro trapianti di midollo osseo dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù e quello della prestigiosa Oncoematologia del policlinico Tor Vergata che con altri cinque ospedali "in rete", è il capofila nel "Rome transplant network". Dove andranno a farsi curare i pazienti con talassemia e anemia falciforme? E gli 82 dell’Ime finiranno in panchina? un vero peccato», commenta il direttore del Laboratorio, Marco Andreani, «sopprimere un centro che ha raccolto successi mondiali nel campo dei trapianti delle cellule staminali emopoietiche, quelle che producono sangue». «Con I’Ime», commenta William Arcese, ordinario di Ematologia e primario dell’Unità Trapianto di cellule stami-nali della seconda università romana, «verrebbe meno non solo un punto di riferimento peri Paesi del bacino mediterraneo, ma anche uno strumento rivelatosi utilissimo nell’ambito della nostra politica estera sanitaria». E si aprirebbe un’altra falla nel mercato del lavoro romano con altri 82 professionisti che finirebbero in panchina. Cosa ne pensa la govematrice Renata Polverini che è anche commissaria di governo perla sanità del Lazio? La Regione è stata tra le istituzioni fondatrici dell’Istituto: ora assisterà inerme allo scippo di un altro pezzo di sanità di eccellenza? Si saprà già oggi nel vertice tra Monti e I’Anci al quale saranno presenti Polverini eAlemanno. «L’Ime», per Marco Marziali, medico, «rappresenta un raro caso di attrazione verso il nostro Paese di pazienti di ogni parte del mondo». La protesta dei clinici ierihavarcato le muradell’Istituto rimbalzando con prese di posizione corali nell’Assemblea capitolina che con 39 sl ha approvato all’unanimità la mozione presentata dal consigliere Fernando Aiuti, impegnando il sindaco Alemanno e la giunta a intervenire subito sul premier Mario Monti, sui ministri Balduzzi, Giulio Terzi di Santagata (Esteri) e sulla presidente della Regione, Polverini, «per evitare la chiusura dell’Ime».