La strada è stata aperta due mesi fa, il 2 maggio scorso. Quel giorno il Consiglio regionale toscano ha approvato una legge che autorizza le strutture sanitarie della regione ad usare la cannabis terapeutica. La norma ha aperto il dibattito anche a livello nazionale e presto potrebbe arrivare una proposta di legge in Parlamento. In panicolare in Toscana si dà la possibilità di acquistare partite di famaci a base di Thc (tetraidrocannabinolo) da tenere nei magazzini delle farmacie ospedaliere per averli a disposizione subito nel caso in cui un medico lo ritenga utile per un suo paziente. In Italia era già possibile curare il dolore e la nausea dei malati di gravi patologie con medicinali alla cannabis ma la procedura per l’acquisto era molto complicata. Prevedeva l’autorizzazione dell’Ufficio stupefacenti del ministero della Salute, il contatto con gli importatori e gli spedizionieri.
Così il malato doveva aspettare anche 7 o 8 mesi. Finiva che quasi nessuno usava quei prodotti. Hanno fatto eccezione la stessa Toscana, la Puglia e pochi altri, i casi trattati sono stati poche decine. Gli uffici dell’assessorato alla Salute toscano in questi giorni stanno lavorando alla delibera che renderà operativa la legge, il cui primo firmatario è il consigliere Pd Enzo Brogi. Il politico si è battuto a lungo per arrivare al voto di maggio, partendo anche dalla vicenda di una sua collega morta di cancro, Messia Ballini. Adesso può essere soddisfatto perché il suo lavoro sta arrivando anche in Parlamento. Ermete Realacci del Pd staraccogliendolefirmetrai suoi colleghi alla Camera per presentare una proposta di legge nazionale che ricalca quella toscana. L’idea di partenza è che questi farmaci possono aiutare chi ha gravi patologie anche ad utilizzare meno gli oppioidi, medicinali efficaci contro il dolore ma a rischio assuefazione. La legge toscana è arrivata dopo un lunghissimo dibattito con medici, associazioni di volontariato e rappresentanti dei pazienti. Mcuni di loro il 2 maggio erano in aula e quando è arrivata l’approvazione del consiglio regionale è partito un applauso. Il Pdl e I’Udc hanno votato contro, con l’eccezione di Marco Taradash, consigliere regionale del centrodestra con un passato da antiproibizionista nei Radicali. «È chiaro che non esiste alcun tipo di connessione con l’idea del consumo di cannabis — commenta Brogi — stiamo parlando di uso terapeutico, scientificamente comprovato, controllato e stabilito dal medico». Sono infatti i medici ospedalieri a prescrivere i farmaci a base di Thc, che vengono distribuiti dalle strutture sanitarie delle MI. «Credo che sia nostro dovere dare ai cittadini la possibilità di curarsi con dei medicinali senza dover sostenere costi elevati e lunghe e complesse procedure burocratiche oppure doversi muovere fuori dalla legalità — dice sempre Brogi — la legge va in questa direzione e, dato che si tratta della prima di questo tipo in Italia, potrà diventare un punto di riferimento per le altre Regioni».