Un mondo sempre meno a parte. Il web aiuta gli italiani a migliorare il senso civico nei confronti della disabilita, contribuendo così ad accelerare il processo di abbattimento delle barriere rispetto a chi è "diversamente uguale". Aumenta la richiesta di informazione e di confronto su tutte le tematiche della disabilità, ma anche l’utilizzo della rete per denunciare malcostume e ingiustizie, chiedere o diffondere informazioni sui servizi e, perché no, commentare le buone pratiche. E il risultato tutto sommato confortante di un’indagine condotta da Nielsen per AriSla (Fondazione Italiana di ricerca per la Sla) e AiS1A (Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica).
Tra aprile 2011 e aprile 2012, l’istituto di ricerca ha analizzato la percezione della disabilità in rete attraverso la raccolta e l’analisi di un enorme di siti web, forum e blog. «Il nostro obiettivo — spiega Mario Melazzini, presidente di AriSla e AiSla, medico anche lui colpito da Sla — era di capire l’impatto sulla popolazione di malattie gravemente disabilitanti, in particolare le neuromuscolari, ma anche della situazione proprio dell’essere persona con disabilità». Dalla ricerca emerge così che negli ultimi 12 mesi, in Italia, in rete sono stati lanciati oltre 7o mila messaggi sui temi legati alla disabilità, dalla cronaca alle pro- L’iniziativa Ricerca Nielsen condotta per le associazioni AiSla e AriSla poste di legge. Parlano di disabilità online in prima battuta giornalisti e blogger, attivi nel diffondere notizie di cronaca, ma anche di servizio e di informazione. A loro si aggiungono disabili, parenti educatori e caregiver, cioè tutti quelli che si occupano di offrire cure e assistenza a un’altra persona. C’è poi una parte di società civile che, pur non essendo direttamente coinvolta, si mostra assai sensibile: semplici cittadini che denunciano casi di cronaca, oppure esprimono una forma di "dissenso morale" e prendono le distanze nei confronti di discriminazioni verso i disabili. Il tema delle barriere architettoniche, ad esempio, è stato oggetto di circa 6 mila messaggi nei quali si affrontano i problemi dei parcheggi, dei mezzi pubblici di trasporto, delle condizioni delle strade. A parlarne non sono solo i diretti interessati, ma anche una parte della società più attenta e solidale, pronta a "castigare" i comportamenti scorretti. Le vie di Internet sono infinite, certo. Secondo la ricerca Nielsen, però, si discute di disabilità soprattutto sui blog, seguiti dai forum, Twitter e Facebook. Con caratteristiche peculiari a ciascun ambito: i blog sono per lo più generalisti e la tipologia di notizie e commenti appare molto frammentata. Nei forum si cerca spesso supporto affettivo e sociale, in relazione a difficoltà dirette o indirette causate dalla I 91 1 In Internet cadono i tabù e si affrontano anche temi scabrosi disabilità. Twitter viene utilizzato come strumento di denuncia di singoli episodi di disservizi. Il web, dicono gli esperti, fa cadere i tabù. Anche sulla disabilità. Così accanto ai problemi legati al quotidiano, in rete si affronta il tema della sessualità. La rete ospita testimonianze molto sentite di "mamme coraggio" alla ricerca di soluzioni per la sessualità dei propri figli. Un esempio sono le discussioni dedicate al tema dei viaggi e delle vacanze che diventano strumento di libertà e occasione per attenuare la "diversità". In questo senso si parla di mete non solo comode, ma anche esotiche, lontane e di viaggi avventurosi. Si condividono opinioni sui mezzi più adatti o gli accorgimenti per superare le difficoltà del viaggio, si segnalano le strutture più confortevoli. «In effetti — dice Fulvio Santa-gostini, presidente di Ledha (Lega per i diritti delle persone con disabilità) — soprattutto i social network sono strumenti formidabili di informazione e di partecipazione e questo sicuramente rende più facile diffondere le conoscenze di cosa è la disabilità nei suoi vari aspetti. Il lato negativo, se si vuole, è che anche nelle persone con disabilità può accentuare l’egocentrismo e la voglia di protagonismo. Si parla davvero di tutto, ma a volte, purtroppo, in modo improprio e superficiale».