Dichiarazione di Filomena Gallo, Segretario dell’Associazione Luca Coscioni
Il primo trapianto al mondo di cellule staminali prelevate da feto abortito utilizzate per ricostruire il fegato di un paziente in grave condizioni. E’ avvenuto in Italia, presso il policlinico Umberto I. Siamo tutti contenti per questo passo in avanti della medicina che può produrre buoni risultati nella cura di persone malate, che da oggi avranno speranza di poter migliorare la loro qualità della vita.
Solo la chiesa tramite il cardinale Elio Sgreccia esprime la sua contrarietà, e tutto a partire sempre dal solido paradigma: no all’aborto,no ad un diritto costituzionalmente garantito e protetto. La Chiesa sta iniziando la sua pressione contro questi nuovi risultati medici, che di fatto altro non fanno che salvare vite umane. Ma in nome di una ottusa ontologia dovrebbero essere preclusi perché le cellule staminali proverrebbero da feti non abortiti spontaneamente. “Delitto abominevole” tuonano dal Vaticano. Ormai siamo abituati agli anatemi clericali e proibizionisti che oggi giorno sviliscono i nostri canali di informazione.
La Chiesa ci racconta sempre la sua buona novella per screditare gli sviluppi della medicina e della scienza, a meno che le linee di ricerca non abbiamo ottenuto la benedizione papalina. Se loro vogliono continuare in questo sabotaggio della conoscenza e della cura, ciò che importa a noi è che lo Stato non blocchi gli sviluppi della medicina e che anzi prenda seriamente atto dell’esigenza di sperimentare sulle cellule staminali embrionali, per dare speranza a migliaia di malati che di certo non sono in attesa del miracolo di Sgreccia&company.
Non si tratta di credere ai miracoli o no, qui occorre tener conto del fatto che ogni malato incurabile spera di poter guarire o di bloccare la propria malattia, per tale motivo crediamo e lavoriamo affinchè sia affermata la libertà di ricerca scientifica.