Campagna per la dichiarazione di TUTTI i lavori delle donne.
In pensione a 65 anni, altri cinque anni in più di lavoro obbligatorio. Ora le dipendenti pubbliche poi questo Governo vorrà continuare sicuramente con tutte le altre. E’ un’inaccettabile ingiustizia verso le molte giovani che non hanno un lavoro sicuro e verso colore che fanno lavori usuranti.
Due più due fa cinque quando si calcolano gli anni di lavoro delle donne, di tutte le donne: dipendenti pubbliche, private, precarie, disoccupate , casalinghe… Vogliamo rendere visibile e far contare ciò che viene dato per scontato e perciò nascosto.
Vogliamo dichiarare pubblicamente tutti i lavori che le donne svolgono: produttivi e riproduttivi, retribuiti e gratuiti. Questi lavori tengono in piedi la società!
E’ questo il tema del dibattito che si svolgerà mercoledì 22 settembre alle ore 18 a Salerno in via Fieravecchia presso i locali dell’ associazione "La Tenda".
La Federazione provinciale di SinistraEcologiaLibertà di Salerno presenta la Campagna Nazionale per la dichiarazione di tutti i lavori delle donne.
Dal tempo di lavoro fuori casa retribuito con orario fisso o con orario flessibile a quello dedicato alla ricerca di un lavoro retribuito; da quello per andare e ritornare dal lavoro a quello dedicato alle occupazioni domestiche, alla cura dei figli, all’assistenza a persone anziane o disabili presenti in famiglia; dal tempo dedicato alla cura delle relazioni affettive e socialia quello di sostegno alla vita del partner; e ancora alle ore di straordinario volontario dedicato al miglioramento del lavoro retribuito.
Alla fine che cosa rimane?
ne parleranno con Elettra DEIANA segreteria nazionale SEL:
– Filomena GALLO vicesegretaria nazionale Ass. "Luca Coscioni"
– Antonella CAPUTO segretaria provinciale NIDIL CGIL
– Emilia DI MAURO dirigente provinciale SEL
coordina Tiziana Aiello.
Non si può continuare a lavorare tutte fino alla stessa età senza considerare il tipo di lavoro che si svolge, la vita che si fa e senza pensare al futuro di tante giovani donne.
Quando si calcolano gli anni di lavoro femminile due più due fa cinque. Dati Eurostat e Commissione Europea (2006-2007) attestano che in media le donne italiane lavorano 60 ore la settimana: sono in Europa quelle che lavorano di più. Sulla somma incide la quantità di lavoro svolto fuori casa che resta maschile nei modi e nei tempi e la mole di impegni di lavoro prestati gratuitamente dalle donne. Questo lavoro gratuito che gli indicatori economici non rilevano tiene in piedi la società la quale, però,restituisce alle donne assai poco rispetto a quanto da loro riceve.
E’ una differenza che nessuno può cancellare entro una finta parità.
Una differenza che sollecita una trasformazione profonda per tutti: libertà di scelta, riconoscimento sociale del lavoro di cura e sua redistribuzione tra donne e uomini, efficiente rete di servizi pubblici e nuovi modi di lavorare.
Un’altra civiltà.
Certo, le donne hanno fatto straordinari passi avanti: oggi più di ieri decidono di sé, della propria sessualità e maternità, hanno più denaro e lavoro retribuito, sono presenti ovunque. Ma, ancora troppi sono gli ostacoli che si frappongono alla possibilità di vivere pienamente in libertà: lavoro precario, carriere intermittenti, redditi più bassi, scarsità di servizi sociali, assenza nelle stanze che contano anche in quelle in cui si decide di mandarle in pensione a sessantasei anni.
La parità, così intesa, è una mistificazione che oltre a non riconoscere i crediti acquisiti dalle donne con il lavoro di cura, chiude la porta al futuro di molte giovani.
Fare parti uguali tra diseguali è la cosa più ingiusta del mondo.
Facciamo un’operazione “trasparenza”, rendiamo visibile ciò che viene dato per scontato e perciò nascosto. Dichiariamo in tante e pubblicamente tutti i lavori che svolgiamo, retribuiti e gratuiti, produttivi e riproduttivi, obbligati e volontari. E’ il momento di dar vita ad una nuova stagione di impegno per la libertà e l’autodeterminazione delle donne come fondamento di un diverso modello sociale, più giusto e solidale.
In allegato, la locandina dell’ evento.