di Maria Antonietta Farina Coscioni
Maria Antonietta CoscioniNon è la nostra legge, la legge che noi radicali e dell’Associazione Coscioni per la libertà di ricerca scientifica avremmo voluto; anzi, abbiamo fatto di tutto perché venisse abrogata.Parlo della legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita, e che più propriamente dovrebbe essere chiamata: legge sul proibizionismo riproduttivo e scientifico.
Di modifiche, ormai nessuno parla più, come se i tanti problemi che ha comportato siamo svaniti; e dire che a suo tempo si assicurava: approviamo una legge per "scongiurare il Far West" (che per altro non c’era), poi ci impegniamo tutti a perfezionarla, rivederla, modificarla, migliorarla…Niente invece.
Per contro, nessuno degli effetti previsti è stato disatteso: riduzione delle nascite, aumento delle gravidanze plurime con i rischi che comportano, aumento dei costi, dei problemi fisici e psicologici delle coppie, distruzione degli embrioni abbandonati, forte penalizzazione della ricerca scientifica…E naturalmente accade quello che si era subito paventato: l’aumento del "turismo" procreativo all’estero.
Con la legge 40, per quel che riguarda la regolamentazione delle tecniche di PMA, l’Italia riesce a totalizzare il maggior numero di divieti di tutti gli altri paesi europei messi insieme.
Nel giugno scorso l’ex ministro della Salute Livia Turco ha emanato le nuove linee guida. Un atto dovuto perché erano scadute da dieci mesi. E così si è sanata una grave situazione di mancato rispetto della legge.
Un provvedimento, per entrare nel merito, non completamente soddisfacente, anche se un passo in avanti importante è stato fatto per favorire la scelta autonoma e responsabile della donna, pur nei margini strettissimi della legge 40 e per l’eliminazione del divieto di analisi pre-impianto che non sia limitata all’analisi osservazionale, recependo le sentenze emesse in più occasioni dalla magistratura. Un risultato a cui si è giunti anche per la mobilitazione dell’Associazione Luca Coscioni e del Partito Radicale.
A quanto pare non è finita, e ci si dovrà impegnare per respingere l’offensiva che il centro-destra ha in animo di scatenare, con una mozione firmata da centotrenta parlamentari del PDL e dell’UDC, in cui si chiede che queste linee-guida siano ritirate.
E’ necessario e urgente rispondere a questa sfida rilanciando l’impegno perché la possibilità prevista con le attuali linee-guida, sia estesa anche a pazienti non sterili, e non solo a chi è infetto da HIV o epatite.
Per queste ragioni, con numerose associazioni di malati, l’Associazione Luca Coscioni ha lanciato un appello perché le attuali linee-guida non siano abrogate.