Il Vaticano contro la Turco: vuole modificare la legge 40

Non accenna a placarsi la Polemica sulla nomina di Maura Cossutta a capo della commissione ministeriale incaricata di rivedere le linee guida della legge 40 sulla fecondazione.

Particolarmente dura la posizione dell’Osservatore romano, che vede nell’incarico dato all’ex deputato dei Comunisti italiani una via implicita per modificare la legislazione sulla fecondazione: «Utilizzare le linee guida, ossia la via amministrativa, per snaturare, stravolgere, quindi peggiorare la legge 40, scavalcando il Parlamento e calpestando la democrazia». La linea critica del quotidiano della Santa Sede è condivisa da tutto il centrodestra.

«Con la stessa logica il ministro Turco potrebbe incaricare Marco Pannella della revisione della legge sulla droga», ha dichiarato Alfredo Mantovano di An. Anche il deputato di Fi, Angelo Sanza, commenta negativamente la scelta della Turco: «Incaricare Maura Cossutta per le modifiche alla legge sulla procreazione assistita è un atto politicamente grave». Più variegato è lo spettro delle posizioni nella maggioranza. Pierluigi Castagnetti, esponente cattolico della Margherita, esprime la sua perplessità sulla nomina: «Forse ci sono valutazioni di opportunità non fatte adeguatamente dal ministro Turco».

E la sua contrarietà ad ogni riforma della legge 40 : «I margini per cambiare la legge non li ha nessuno» . Per la diessina Gloria Buffo, invece, Maura Cossutta «è tra le persone più adatte a mettere mano alle linee guide della legge 40». Ancor più netta la posizione favorevole di Rocco Berardo e Filomena Gallo, membri della direzione nazionale della Rnp: «La reiterata polemica sul conferimento dell’incarico a Maura Cossutta non ha senso. La legge 40 può cambiare, non sta scritto da nessuna parte che sia intoccabile» .