Il caso

di Angelo Carotenuto
I due gemelli di M. nasceranno in estate, dopo 8 anni di attesa, un lampo di gioia e 9 mesi di angoscia. Il terzo gemellino no, non nascerà.

Storia di un dolore e di un aborto. Lei ha 31 anni, una casalinga minuta e magrissima. Vive a metà strada fra Napoli e Salerno, suo marito è operaio. Hanno una casa loro da pochi mesi, alla fine di una lunga ospitalità dai suoceri.

E’ a settembre che si sentono veramente felici, quando il test di gravidanza è finalmente positivo dopo una tecnica di riproduzione medicalmente assistita. Una gioia che tengono segreta fino all’ecografia. Quella che apre i tormenti.

A M. hanno impiantato 3 embrioni, lei avrebbe voluto fermarsi a 2 e congelare l’altro. Potendo. Ma la legge 40 lo vieta. Tre embrioni, dunque, e l’esame rivela che hanno attecchito tutti. Tre feti. Troppi per la gracile M., a cui il ginecologo non nasconde che rischia di perdere utero e bambini.

Comincia un drammatico giro di pareri, l’alternativa è una riduzione embrionaria. «Porte sbarrate. Ovunque, sia a Napoli sia a Salerno, dove gli obiettori sono tanti. Dicono che non si può. L’assurdo è che potrei abortire del tutto: o 3 o niente».

Si informa, contatta associazioni. Un tentativo si può fare a Cagliari, dove una donna talassemica ha vinto un ricorso in tribunale. Quell’ordinanza del giudice è un precedente: la riduzione si fa. Su uno dei tre feti prelevati a caso.

«Porterò sempre questo lutto dentro. E’ come se avessi preferito un figlio a un altro. Vogliono far credere che per noi l’aborto sia una passeggiata. Io ne esco segnata per sempre, e devo assistere a questo dibattito insensato sulla Ru, un metodo meno invasivo che in Francia distribuiscono ai licei. Qui sembra che la legge voglia costringere ad abortire nella maniera peggiore. Una punizione per un dolore».

La battaglia di M. prosegue. Accanto a una delle associazioni consultate, “Amica cicogna”, la cui presidente Filomena Gallo s’indigna perché «gli stessi nemici della legge 194 difendevano la legge 40, che ha fatto crescere gli aborti».

Anche per M. venerdì si presenta a Orvieto un ddl già sostenuto dall’associazione Coscioni per cambiare la legge.