Fecondazione: da governo nessuna risposta a sieropositivi

Roma, 11 nov. – "La risposta negativa a una modifica della legge sulla fecondazione assistita per le persone sieropositive o con patologie virali, conferma la chiusura oscurantista del governo". Cosi’ Katia Zanotti (Ds), della commissione Affari sociali Camera, commenta il no alla sua interrogazione sollecitata dall’associazione ‘Luca Coscioni’. Nel testo si chiedeva una modifica agli articoli della legge che consentono il ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita solo nei casi di sterilita’ o di infertilità documentati da atto medico, e non per coppie con malattie genetiche o sieropositive. Di fronte al ‘no’ del ministero della Salute, motivato dall’attenzione alla salute del nascituro, messa in pericolo da questa tecnica, la Zanotti replica che "il governo si preoccupa della salute del nascituro, questione sacrosanta, soltanto in questo caso". "Ma non quando la legge 40 impedisce la diagnosi preimpianto, obbligando la donna all’impianto di tre embrioni anche se portatori di malattie genetiche. Neppure casi cosi’ eclatanti come dare la possibilita’ di fare un figlio a malati sieropositivi – sottolinea la Zanotti – trovano una disponibilita’ di risposta a una grave ingiustizia da parte del governo, che dimostra ancora una volta grande insensibilita".