Usa. I ‘figli della FedEx’, e l’adozione degli embrioni che divide i cristiani

I ‘figli della FedEx’, gli embrioni da adottare spediti per corriere agli aspiranti genitori, sono un nuovo terreno di riflessione, e di scontro, nell’America che si interroga sugli scenari della ricerca scientifica e della fecondazione assistita. Cattolici e protestanti rischiano di avere un altro motivo di divisione sul destino degli embrioni congelati, portato al centro dell’attenzione dal presidente George W.Bush. A fare il punto su questi temi e’ un lancio dell’agenzia Ansa.

Mentre la Casa Bianca ribadisce il ‘no’ deciso alla ricerca scientifica che richieda la distruzione di embrioni, l’attenzione che la materia sta ricevendo a tutti i livelli negli Stati Uniti spinge in prima pagina anche i referendum italiani. La discesa in campo di papa Benedetto XVI sui quesiti referendari ha avuto eco immediata in America e i maggiori organi d’informazione, a partire dal New York Times, hanno dedicato ampio spazio al dibattito italiano.
In una conferenza stampa alla Casa Bianca, il presidente Bush ha ribadito che porra’ il veto a una legge, in discussione in Congresso, che prevede l’uso di fondi federali per finanziare la ricerca sulle cellule staminali embrionali. “La mia posizione su questo tema e’ molto chiara”, ha detto Bush, che per sottolineare lo stesso concetto aveva invitato alla Casa Bianca un gruppo di bambini, con i loro genitori adottivi, nati nell’ambito di un progetto di adozione di embrioni congelati non utilizzati.

Molte chiese evangeliche, galvanizzate dall’appoggio ricevuto da Bush, stanno ora intensificando i programmi come ‘Snowflakes’ (fiocchi di neve), l’iniziativa per l’adozione di embrioni da cui sono nati i bambini invitati a Washington. Snowflakes e’ legata a Nightlight Christian Adoption, un’organizzazione per le adozioni gestita da una chiesa protestante della California. Ma il tema, come ha evidenziato in un servizio in prima pagina il Washington Post, rischia di mettere in rotta di collisione cattolici e protestanti, se il Vaticano decidesse di condannare la pratica dell’adozione di embrioni scartati spediti via FedEx per farli impiantare in madri adottive.

“Ci sono pochissime istanze morali sulle quali la Chiesa cattolica non ha preso posizione: questa e’ una”, ha detto Cathy Cleaver Ruse, portavoce del Segretariato per le attivita’ per la vita della Conferenza episcopale americana. Teologi cattolici interpellati dal Washington Post si sono espressi in modo opposto sul tema dell’adozione di embrioni. Padre Thomas Williams, dell’Universita’ pontificia Regina Apostolorum di Roma, si e’ detto a favore delle adozioni “perche’ sono l’unico modo per aiutare un altro essere umano, sia pure in uno stato embrionale”. Ma padre Tadeusz Pacholczyk, uno scienziato del National Catholic Bioethics Center di Filadelfia, e’ di avviso contrario: a suo parere, l’adozione renderebbe la Chiesa complice nella pratica della fertilizzazione in vitro e l’intero procedimento sarebbe “una grave violazione della natura della sessualita”‘ tra sposi. “Non credo che la Chiesa lo permettera”‘, ha aggiunto Pacholczyk.

Le chiese evangeliche hanno assai meno dubbi su questo fronte. Bush ha scatenato entusiasmo, nel loro ambiente, quando ha festeggiato nei giorni scorsi alla Casa Bianca il quarto compleanno di Tanner Brinkman, nato da uno degli 11 embrioni congelati che la madre, Donielle, aveva ricevuto da Snowflakes.

La madre di Tanner ha raccontato su tv e giornali la propria esperienza, compreso il panico da cui fu assalita quando la FedEx spedi’ per sbaglio il contenitore criogenico con gli embrioni a un indirizzo errato a Phoenix, in Arizona. “Fui costretta ad andare nei loro uffici e ha gridare che non me ne sarei andata finche’ non mi davano i miei bambini”.
Donielle e il marito Jim, un tecnico informatico della Intel in Arizona, hanno detto di ritenere “figli nostri” tutti gli 11 embrioni, anche se 10 sono andati perduti nei tentativi di gravidanza, sfociati anche in tre aborti spontanei. La Brinkman, una cristiana evangelica di 32 anni, e’ il modello per le battaglie che le chiese protestanti sono pronte a combattere su questo fronte.

Il presidente, nella conferenza stampa alla Casa Bianca, ha insistito sul fatto che occorre “trovare alternative alla distruzione di vite” e ha ricordato che un ruolo centrale, in questo tipo di iniziative, dovranno averlo le “organizzazioni basate sulla fede” -come nel caso di Snowflakes- alle quali e’ pronto ad aumentare i finanziamenti pubblici.