Astensionisti contro la 194

r. pol.
«Piano piano la verità viene a galla». Emma Bonino non ha dubbi: «Il voto referendario serve anche per non tornare, prima o poi, alla criminalizzazione dell’interruzione di gravidanza». Se due o tre indizi non fanno una prova poco ci manca: prima Rocco Buttiglione e poi Maurizio Gasparri hanno messo direttamente i piedi nel piatto parlando di legge sull’aborto non intoccabile.

Un furore ideologico contro una legge che funziona e che contrasterebbe con il pregiudizio pro-vita che viene sparso da mesi da una parte della società italiana. A prevenire eventuali contraccolpi sul quorum il neoministro della salute Francesco Storace ha invitato ieri i suoi a non collegare le due questioni. «Cambia la forma, ma non la sostanza – commenta Bonino – qualcuno, come Gasparri, va direttamente per le spicce; altri, come Storace. più astutamente rinviano a un altro momento. Ma il centro della questione – sottolinea l’esponente radicale – è sempre più chiaro: gli avversari del referendum puntano, più prima che poi, a rimettere in discussione la legge sull’aborto, con il retropensiero, neppure troppo nascosto di ritornare alla criminalizzazione penale dell’interruzione di gravidanza. La verità, come ripetiamo da giorni noi del comitato Donne per il Sì, sta venendo a galla: vogliono processare le donne».

La ministra Stefania Prestigiacomo, impegnata per quattro sì, ammette: «Nella Casa delle libertà ci sono posizioni integraliste preoccupanti, perché gli attacchi che ho subito per le mie posizioni sono stati eccessivi e talvolta perfino subdoli e beceri». Rivendicando il suo impegno per abrogare parti della legge 40 la ministra parla di battaglia per la «laicità dello stato» e spiega che se «è vero che l’Italia aveva bisogno di una normativa sulla fecondazione assistita questa legge è andata molto oltre, è in gioco la salute della donna e per primi i parlamentari hanno in dovere di documentarsi». La disinformazione, invece, prosegue incessante: «A Porta a Porta – si indigna Prestigiacomo – ho sentito cose allucinanti, di 300.000 embrioni congelati in Italia quando tutti sanno che ce ne sono 30.000 e che di questi solo il 2,5 per cento saranno utilizzati per la ricerca». «E’ veramente piratesco – conclude la ministra – che molti ricercatori italiani fanno i loro studi utilizzando cellule staminali comprate all’estero. E poi mi piacere sapere se gli astensionisti, una volta trovata la cura a malattie come il morbo di Alzheimer grazie a ricerche fatte all’estero non se ne avvarranno».

Il disimpegno della televisione pubblica continua indefesso. Sono decine e decine infatti gli scienziati costretti allo sciopero della fame per protestare contro la disinformazione della tv di stato. Ieri anche Luca Coscioni, malato di sclerosi laterale amiotrofica e presidente di Radicali Italiani e dell’Associazione che porta il suo nome, si è unito alla protesta, insieme a 27 scienziati, 2 malati, 6 cittadine e cittadini e 18 personalità tra cui Dacia Maraini, Daria Bignardi e Yuri Chechi. Anche l’associazione Articolo 21 ha lanciato ieri un appello contro «l’oscuramento mediatico» dei temi referendari.