Verso il referendum di giugno

Pasquale Doria
Parlano spesso e volentieri. Per alcuni ogni occasione è buona. A volte, però, ci sono questioni che non è possibile incasellare meccanicamente nell’alveo di questo o quel partito. E così, a prescindere da chi è fermamente convinto, si nota subito che l’esternazione dei politici è meno spontanea del solito quando si tratta di pronunciarsi su temi come quello proposto dal referendum del 12 e 13 giugno, che chiamerà gli italiani a decidere sull’abolizione parziale o meno della legge 40. Fatte le debite eccezioni, niente comunicati stampa, o dichiarazioni quindi. Non manca un certo tatticismo in tutto ciò. Non è comunque un problema riuscire a compiere un giro d’orizzonte sentendo cosa ne pensano i segretari dei partiti, che poi sono solitamente quelli più loquaci.

Pochi dubbi per Carmelo Pierro, responsabile provinciale di Italia dei Valori: “Credo che bisogna votare in assoluta libertà di coscienza, ma per quello che mi riguarda il mio voto libero si esrimerà con 4 sì.