A colpi di propaganda astensionista

Enza Sampò e Franco di Mare, la coppia di Unomattina, maldestramente accusata dal direttore di Raiuno di scarso rendimento al botteghino dell’auditel, ieri mattina ha avuto il suo bel da fare nel moderare la discussione sui referendum contro la legge sulla fecondazione assistita. L’equilibrio dei favorevoli e contrari (cinque ospiti per il fronte pro-legge e cinque contro), non impediva agli astensionisti di salire sulle barricate: non lasciavano parlare chi era di diverso parere e nemmeno i due conduttori, polemizzando finanche sulla lettura dei quesiti.

«Vediamo quali sono le domande dei referendum, leggo sul Corriere della Sera…» diceva la mite Sampò, subito contestata dall’onorevole forzista Palmieri («ma quello è un giornale schierato per il Sì»). Più che una discussione è stata una baraonda piuttosto indecente. La materia scalda gli animi e imbastardisce il linguaggio degli astensionisti. L’onorevole Palmieri parla «dell’embrione Marco», l’esponente dell’Udc, Annamaria Leone, scalpita mentre ha la parola la presidente di un’Associazione dei pazienti della fecondazione assistita (pazienti perché la sterilità è una malattia, anche se in Italia non è riconosciuta). La signora dell’Associazione si dichiara «offesa e indignata» da certe argomentazioni degli astensionisti, e, per tutta risposta, il presidente delle Alci, Bobba, chiedendole chi rappresenta, ne sminuisce il discorso.

E quando la giovane parlamentare Chiara Moroni critica la campagna del non voto («non rispetta l’istituto dei referendum, strumento, pensato proprio per cambiare le leggi»), un coro di voci indistinte tenta di sommergerla. E se l’è cavata ancora senza danni, il giornalista Di Mare che ha rischiato grosso ricordando la scarsa fortuna di chi, negli anni passati, invitò gli elettori ad andare al mare. Toni decisamente più pacati a Ottoemezzo anche se, contrariamente al buon senso e al rispetto delle regole, La7 dava più spazio ai fan della “Legge 40” (rappresentati da due voci: gli onorevoli Bindi e Volontè) lasciando da solo il referendario diesssino, Lanfranco Turci. Chi fa propaganda per l’astensione e chi vota No mira allo stesso risultato e non si capisce perché debbano avere uno spazio doppio di chi organizza la battaglia per il Sì.

Abbiamo ascoltato una interessante discussione sui Valori. Certo, ci fosse stata anche un minimo di informazione, i telespettatori l’avrebbero apprezzato. Per esempio, quando l’onorevole Volontè affermava, con la massima sicurezza, che secondo i dati dell’Istituto superiore di sanità, la nuova legge ha funzionato benissimo, avremmo voluto sapere come stanno effettivamente le cose da uno dei due conduttori del programma. Invece a Volontè è stato consentito spedire una raccomandata senza ricevuta di risposta.