La fecondazione agita An . Crescono gli astensionisti

REFERENDUM / La Russa: elettori liberi, evitiamo indicazioni. Alemanno schierato per il non voto, con lui Gasparri e Matteoli

Sì fa ma non sì dichiara. Regna una certa incertezza dentro Alleanza Nazionale sulla posizione da in vista del referendum sulla fecondazione assistita. Ufficialmente il partito lascia liberta di coscienza, essendo il tema di quelli che «non competono alle scelte dei partiti». Ma la posizione prevalente nel gruppo dirigente è quella dell’ astensione. Basta un rapido giro che voce per venire a sapere che il gruppo dirigente di An — con poche eccezioni —non andra a votare il 12 giugno. Ma fa campagna, meglio di no.

ASTENSIONI E ‘stato Gianfranco Fini a scegliere di tacere e a raccomandare di non prendere posizione una posizione ufficiale anche se in privato parla di astensione. E l’altro ieri Gianni Alemanno è uscito allo scoperto proponendo di mobilitare le forze di An in modo aperto per invitare gli elettori a non andare a votare.

SPONSOR — L’idea non è condivisa da Fini (non a caso ieri il ministro ha ribadito che la sua è una posizione “personale” ) ma trova più di uno sponsor: a partire da Maurizio Gasparri, che di solito di Alemanno è avversario dentro il partito. “Io sono per l’astensione — spiega Gasparri — e dunque certamente non andrò a votare. Spero quindi che il partito assuma questa linea, che è la linea anche della Chiesa».

DECISIONE — Nell’ultimo ufficio politico di An non se ne è parlato, essendo più pressante la decisione sul partito unico, ma è possibile che la prossima riunione sia dedicata proprio alla discussione sul referendum. Ma i più si sono già espressi. Anche il ministro Altero Matteoli non ha dubbi: “Io a votare non vado, l’ho deciso da tempo. So che c’è na larga convergenza sull’astensionismo nel partito, ma credo che il gruppo dirigente abbia l’obbligo di lasciare liberta di coscienza».

CAMPAGNA – Certo qualche voce dissonante c’è. Come quella di Italo Bocchino, responsabile dell’organizzazione del partito, che difende la scelta di Fini: «Alleanza Nazionale ha deciso di lasciare libertà di coscienza in merito al referendum sulla fecondazione assistita e tale scelta va ribadita, evitando di spingere il partito a prendere un posizione ufficiale». Bocchino è tra i pochi a schierarsi per il si (su tre dei quattro referendum): «Personalmente- — dice Bocchino — dopo avere approfondito l’argomento e dopo avere votato quella legge ritengo che siano indispensabili delle modifiche e pertanto andrò alle urne per votare sì a tutti i quesiti, tranne quello della fecondazione eterologa». Ma anche Viviana Beccalossi farà campagna per quattro sì e Clarissa Burt ha chiesto il permesso di aderire al comitato per l’abrogazione della legge. Mentre invece le donne di An sono orientate a far vincere il no (probabilmente con l’astensione) in nome dei valori da rispettare».

PERPLESSITA’ – In attesa di una decisione definitiva, che non arriverà tanto presto, almeno a sentire il capogruppo di An Ignazio La Russa, ognuno si muoverà come crede: «So che l’opinione prevalente è l’astensione, ma non vanno condizionati gli elettori». Oltre al fatto che An non si è mai spesa per mandare i suoi militanti al mare. Per questo La Russa fa un punto d’onore di non dire che cosa farà il 12 giugno: »Faccio il vessillifero della libertà di coscienza, conscio che quella che abbiamo votato era la legge migliore possibile, anche se lascia più di una perplessità» . Ma i partiti, questa volta, insiste La Russa, devono fare un passo indietro: niente indicazioni, tanto meno inviti ad andare al mare.