Fecondazione: il referendum non risolve il problema

Romano Forleo
Non ho parlato volentieri delle problematiche legate al referendum durante la campagna elettorale, perché ritengo che esista una sfera di privato che deve essere il più possibile tenuta fuori da quella più strettamente politica, ed ancor più da quella partitica. Per quello non ho gradito che gruppi politici, come quello radicale, utilizzassero il referendum come mezzo per essere presenti sulla scena politica italiana. Ora però è più che opportuna una riflessione ed un confronto anche a livello politico per guardare con serenità e serietà a problemi così essenziali per il futuro della nostra vita, come quello della produzione in vitro di embrioni umani.

Innanzitutto occorre affermare che la legge 40 non è, né una “legge cattolica”, né una legge”di destra”. È il frutto di sette anni di confronto, talora duro, a livello parlamentare, ed è stata votata in modo trasversale ai partiti, come doveva essere, e come spero sia sempre in futuro. Non è una legge che risponde infatti ai principi etici cristiani. Se si legge infatti la Donum Vitae, l’unico documento magisteriale che tratta (non ex-cathedra) del tema, vediamo che alcune delle tecniche ammesse dalla legge non sono accettabili dal credente. Analogo il parere più volte espresso da Giovanni Paolo Il. Non è di “destra