Veronesi: “Con questa legge ci sono meno speranze di ridurre le malformazioni”

Con la legge sulla fecondazione assistita ”viene vanificata la grande speranza di ridurre drasticamente il tragico peso umano e sociale di trentamila bambini che ogni anno nascono in Italia con gravi malformazioni ”.Lo ha sottolineato Umberto Veronesi, direttore scientifico dell’Istituto Europeo di oncologia di Milano, intervenuto al convegno sulla fecondazione assistita, organizzato oggi a Roma dal Comitato promotore della Fondazione Veronesi, che ha messo a confronto, sulla legge, diversi giuristi ed esperti.

”Vietando qualsiasi analisi di una cellula uovo fecondata – ha detto Veronesi – la legge nega uno dei maggiori progressi della medicina degli ultimi anni. Sembra che il legislatore ignori il vero obiettivo delle diagnosi pre-impianto, cioè dare la possibilità a chi e’ portatore di una malattia genetica di non trasmetterla ai propri figli ”. Veronesi ha anche firmato la prefazione di un volume sulla fecondazione assistita, che raccoglie le riflessioni di otto giuristi italiani sulla legge. La legge 40 ”rappresenta un passo indietro rispetto alla legge 194 sull’aborto che stabiliva che la libertà riproduttiva e’ parte inalienabile dei diritti della persona ”. ”Si vieta addirittura la fecondazione eterologa – afferma – la più semplice e antica forma di fecondazione in caso di sterilità maschile ”. Secondo Veronesi,”paura e sfiducia nell’individuo e nella scienza traspaiono nel divieto di creare più embrioni di quelli necessari ad un unico impianto ”.

”Nel dibattito attuale sulla fecondazione assistita -conclude lo scienziato – dobbiamo leggere i segni di una crisi profonda nella cultura della scienza e un inquietante ricorso all’ideologia per governare il suo futuro ”. L’invito agli scienziati ”a non dimenticare le regole dell’etica, senza pensare solo all’urgenza della ricerca verso nuovi traguardi ” e’ stato rivolto dal Cardinale Esilio Tonini intervenuto all’incontro romano.