Il Governo ha fissato per il 12 giugno la data per i referendum sulla fecondazione. Lo rende noto il ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu in una conferenza stampa a Palazzo Chigi.

"Stamattina – ha spiegato il ministro dell’Interno – il Cdm mi ha incaricato di sentire l’opposizione parlamentare sulla proposta avanzata dal comitato per i referendum di un decreto legge per accorpare lo stesso referendum al secondo turno elettorale amministrativo in Sicilia previsto per il 29 maggio. La consultazione ha dato esito negativo poiche’ l’opposizione non e’ unanime nell’aderire alla proposta. La stessa situazione – ha proseguito – si era verificata anche in seno ai partiti di maggioranza. In mancanza di unanimita’ delle forze parlamentari si ritiene politicamente non possibile varare un decreto in materia elettorale che comporterebbe non solo l’accorpamento delle date ma anche la modifica delle procedure vigenti in materia di svolgimento dei referendum: la composizione dei seggi, l’ordine di successione di spoglio e scrutinio delle schede, le spese e le modalita’ di voto per gli italiani all’estero: i quali – ha concluso il ministro – possono, per i referendum, votare per corrispondenza; per le amministrative devono invece recarsi al seggio". Il responsabile del Viminale ha spiegato, poi, che si è preferita la data del 12 giugno anziché quella del 5 perché si evita l’impatto sul regolare andamento scolastico e si evita di votare durante il ponte del 2 giugno. Pur dicendo di dover usare il condizionale, in attesa di maggiori definizioni della questione, Pisanu ha annunciato che si voterà sia il 12 che il 13, la domenica dalle 8 alle 22 e il lunedì dalle 7 alle 15. Successivamente,al termine della conferenza, rispondendo alle domande dei giornalisti,ha dichiarato