I vescovi italiani condividono «all’unanimità»l’indicazione del loro presidente Camillo Ruini di non votare i referendum sulla procreazione assistita e a quei cattolici, come Prodi, che pensano che votare sia proprio del cattolico adulto,
ricordano che «i principi in ballo sono tali» che l’astensione diventa la scelta «più efficace possibile». E la linea del comunicato conclusivo del consiglio permanente letto ieri segretario generale della Cei, monsignor Giuseppe Betori. Parole che riaccendono la polemica e acuiscono le divisioni dentro la Margherita: «Da cattolico democratico e laico — attacca Mantii — trovo che monsignor Betori stia esagerando»; —«rivolgendosi ai cattolici — ragiona invece Fioroni — fa solo il suo dovere di vescovo». Intanto, il premier Silvio Berlusconi — che dice di non aver ancora deciso come voterà — lascia intendere che si potrebbe fissare la data del referendum a giugno, visto che la scelta è «fortemente condizionata» dalla necessità di evitare sovrapposizioni con amministrative e regionali.
Referendum sulla procreazione
I vescovi: per i cattolici la scelta migliore è l’astensione