L’ Avvocato Gallo ci indica che la nostra trascrizione parziale delle Sue dichiarazioni e l’ estrapolazione di alcune Sue affermazioni rese ieri 24 maggio 2011 durante l’evento “MARGHERITA INCONTRA” sulle tematiche della fecondazione assistita hanno sostanzialmente compromesso le posizioni da Lei realmente espresse in quel contesto.
Rammaricandoci per il disguido inviamo la trascrizone integrale dell’ intervento dell’ Avvocato Gallo così da consentire l’ acquisizione della Sue precise parole e rettificare l’ errata interpretazione da noi causata.
Scusandoci per l’ inconveniente occorso Vi preghiamo di dare divulgazione alla presente.
Avvocato Filomena Gallo:
Innanzitutto, le coppie nel momento in cui scoprono di avere un problema, che non riescono a concepire un bambino devono già elaborare, affrontare quel problema che hanno scoperto. Non c’è la cultura della prevenzione purtroppo in Italia, si pensa di avere un bambino appena ci si prova, poi passa qualche mese, passa qualche anno e allora si inizia a fare un percorso tramite i medici. Sicuramente adesso le coppie tramite il Registro Nazionale sulla Fecondazione Assistita, hanno un quadro più completo in Italia: sanno chi fa cosa e dove. Cioè i centri autorizzati quali sono. C’è una panoramica molto completa.
Margherita De Bac:
Diciamolo grazie alla legge 40
Avvocato Filomena Gallo:
Questa è una parte della legge 40 che abbiamo tutti salutato come benvenuta e approvato sin dall’inizio.
Margherita De Bac:
La legge 40 è quella che dal 2004 regola un settore fino ad allora senza regole
Avvocato Filomena Gallo:
E prevede, appunto, un registro nazionale che fornisce trasparenza, già collegandosi al sito si vede questa mappatura dell’Italia dove c’è una divisione per regioni. I centri, che tecniche possono applicare, per che cosa sono autorizzati: quali sono i pubblici quali sono i privati. Quindi già una prima informazione in modo chiara e questa è una cosa importante.
Margherita De Bac:
Quindi le coppie consultando il sito capiscono, sono messe in grado di capire qual è il centro che lavora bene, perché ha quei risultati e quello che lavora meno bene.
Avvocato Filomena Gallo:
Comprendono i centri per quali tecniche sono autorizzati ad applicare, a lavorare. Quindi ci sono i centri che possono applicare tecniche più semplici e altri invece più complesse. Sono divisi per livello. Purtroppo la coppia appena scopre di avere un problema inizia a documentarsi su internet, inizia a vedere qual è la normativa vigente e grazie al Registro oggi riesce a sapere quali sono i centri autorizzati in Italia e quali sono le tecniche che questi centri possono applicare, qual è il livello per cui sono stati autorizzati.
Poi però inizia un altro tipo di percorso, giacché abbiamo una sanità divisa per regioni dove c’è un accesso diverso a secondo della regione dove tu vivi, quindi… In questi anni abbiamo sentito parlare di turismo verso l’estero per l’applicazione di tecniche che sono vietate in Italia. Però c’è anche una migrazione di pazienti tra regione e regione. Ci sono regioni come la Calabria dove, insomma, i pazienti sono costretti a rivolgersi ad altre regioni per avere l’accesso alle tecniche di fecondazione assistita. quindi non c’è un’equità di accesso a queste tecniche, per regione dove il servizio sanitario nazionale, tra l’altro, è garantito. Poi a volte si trovano in situazioni un po’ paradossale per fare un esempio leggo una mail che è arrivata l’8 marzo in associazione Coscioni, vi leggo il testo integrale:
Lettura mail [omissis]
E questa è una delle tante testimonianze che ci arrivano di coppie che nel momento in cui si rivolgono alle strutture, alcune volte private, ricevono risposte del genere. E in questo settore ci sarebbe bisogno di più aiuti economici perché le tecniche costano tantissimo e perché il più delle volte le liste d’attesa sono molto lunghe nei centri pubblici e il più delle volte anche se sono autorizzate ad applicare determinate tecniche, la risposta è: “non applichiamo tutte le tecniche”. E sembra strano che un centro in questo caso autorizzato ad eseguire tecniche in vitro non ha i crioconservatori per gli embrioni. Le linee guida prevedono che per essere autorizzati devono avere i crioconservatori.
Margherita De Bac:
Ha ancora senso andare all’estero?
Avvocato Filomena Gallo:
No, decisamente no. Noi oggi abbiamo una legge sicuramente migliore scientificamente, dove il medico, con il consenso del paziente nel rispetto della legge stessa, opera le opportune scelte in campo terapeutico nell’ambito della fecondazione assistita. Tenendo presente qual è l’obiettivo da raggiungere: una gravidanza e tenendo presente la tutela della salute della donna e del concepito. Oggi vanno all’estero solo le coppie che devono… possono accedere alla fecondazione assistita, parlo delle coppie sterili che non hanno gameti. Ma per avere una possibilità di gravidanza dovrebbero avere l’applicazione dell’unica tecnica che risulta vietata dalla legge 40 che è l’eterologa. Insomma, credo che nell’ultimo anno, e i medici presenti me lo potranno confermare, si è ridotto questo afflusso dei pazienti all’estero grazie a un’interpretazione, un intervento della corte costituzionale sulla legge 40 che l’ha resa scientificamente e giuridicamente più applicabile.