Comunicato stampa delle associazioni dei pazienti sterili
Le associazioni italiane di pazienti infertili chiedono che il Ministero della Salute, la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici e i responsabili regionali della sanità intervengano nei confronti dei medici di base che, in nome di un’inesistente obiezione di coscienza, rifiutano di prescrivere analisi e farmaci necessari per la cura dell’infertilità e per la fecondazione assistita anche quando questi siano stati regolarmente prescritti dagli specialisti autorizzati.
Le segnalazioni di simili abusi si stanno moltiplicando, come denuncia un articolo apparso ieri, 15 marzo, sul Corriere della Sera e come le nostre associazioni possono testimoniare con decine di casi: molti pazienti riferiscono di vedersi negata dai loro medici di base la prescrizione sia dei farmaci indispensabili per la fecondazione assistita, sia di analisi ed esami che sono di routine nell’ambito delle cure per l’infertilità, come la mammografia, i dosaggi ormonali o lo spermiogramma (esame, quest’ultimo, giudicato da alcuni "eticamente riprovevole" perché richiede la raccolta del seme tramite masturbazione).
In tutti i casi la motivazione addotta da questi medici è la loro contrarietà alla fecondazione assistita o una generica obiezione di coscienza verso queste terapie. Obiezione che la legge non prevede e che anzi esclude esplicitamente, visto che la stessa legge 40/2004 precisa che l’obiezione di coscienza sulla procreazione medicalmente assistita può riguardare solo "il compimento delle procedure e delle attività specificatamente e necessariamente dirette a determinare l’intervento di procreazione medicalmente assistita" e non tutto ciò che è "antecedente e conseguente l’intervento".
Si tratta dunque, evidentemente, di gravi violazioni delle norme di legge e della deontologia professionale, che danneggiano i pazienti e ne ostacolano o impediscono la fruizione di terapie pienamente legittime in Italia e alle quali essi hanno pieno e indiscutibile diritto.
Chiediamo quindi alle autorità coinvolte, e in particolare alla FNOMCeO che ha già dichiarato la propria disponibilità a intervenire, di prendere provvedimenti contro questi comportamenti e i medici che se ne rendono responsabili. Sarebbe opportuna una direttiva esplicita in tal senso, ed eventualmente l’istituzione di un numero verde al quale i pazienti possano riferire le loro segnalazioni.
Federica Casadei, Presidente Ass. "Cerco Un Bimbo", info@cercounbimbo.net
Filomena Gallo, Presidente Ass. "Amica Cicogna Onlus", filomenagallo@gmail.com
Monica Soldano, Presidente Ass. "Madre provetta", monica.soldano@virgilio.it
Laura Pisano, Presidente Ass. "L’altra Cicogna" Onlus, laurapisano@hotmail.com
Patrizia Battistini, Presidente Ass. "Unbambino.it", patrizia@in-fertility.it