A un anno esatto dalla tenuta del referendum sulla fecondazione assistita e la ricerca scientifica, il dibattito – messo nell’agenda politica dall’iniziativa e dalla lotta di Luca Coscioni – è all’ordine del giorno nel nostro Paese e in Europa.
Ma ancora si mistifica su quel risultato: rispettare il voto referendario sulla fecondazione assistita, oggi, è possibile o seguendo il voto della maggioranza dei votanti (che votarono sì alla modifica della legge 40) o considerando non valido quel voto perché senza quorum, ovvero come se non vi fosse stato. Ma invocarne il rispetto, come chiede l’Avvenire, come vi fosse uno schiaffo all’indicazione popolare è un falso puro e semplice.
La scienza non è spaccata, anzi. La maggioranza dei ricercatori è a favore di una regolamentazione della ricerca sulle cellule staminali embrionali, e su questo come Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica abbiamo depositato nelle scorse settimane una proposta di legge volta a recepire quella riforma necessaria per una speranza di cura per milioni di malati. Occorre ripartire con una discussione alta e non ideologica e dogmatica su questi temi e che i liberali del centrodestra, se ve ne sono, facciano sentire la loro voce.